
La lettera, datata 22 agosto 1866, rappresenta un'importante testimonianza della posta nel Regno d'Italia durante il periodo di transizione post-1866, evidenziando l'uso dei francobolli nelle località recentemente liberate. Essa è affrancata in tariffa di primo porto per 60 centesimi, utilizzando un 20 centesimi su 15 centesimi di terzo tipo e un 40 centesimi DLR (S. T20, 25). La scritta a mano "Via di Trieste", originariamente indicata, viene sostituita con "Brindisi", in considerazione della situazione geopolitica dell'epoca.
La lettera fu trasportata da un vapore della Compagnia Peirano & Danovaro, che dal 1862 gestiva un servizio settimanale tra Napoli e Ancona, comprendente anche uno scalo a Corfù. Il contesto del conflitto tra Italia e Austria nel 1866 comportò la sospensione temporanea del servizio Lloydiano, alterando le rotte di spedizione tra l'Italia e la Grecia. Nonostante tali limitazioni, la Peirano & Danovaro proseguì le proprie attività di trasporto postale.
Sullo stato della lettera, si segnala l'applicazione del bollo riquadrato "Piroscafi Postali Italiani" a Brindisi, accompagnato da bollo di transito datato 27 agosto e di arrivo a Corfù, sempre attribuito al 22 agosto, secondo il calendario giuliano.
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