









La Fiat 750 Giannini Ogna, barchetta da corsa del 1938, rappresenta un esemplare unico e significativo dell'automobilismo italiano post-bellico. Dotata di telaio n. 035785 e motore n. 500B*205163*, questa vettura è stata restaurata con accuratezza, mantenendo le linee della carrozzeria aerodinamica in alluminio.
L'auto ha una storia competitiva di rilievo, avendo partecipato a cinque edizioni della Mille Miglia, con risultati significativi. Dal restauro, emerge una livrea originale che evoca il fascino di un'epoca d'oro per le auto sportive. Esteticamente, la carrozzeria ha subito modifiche nel corso degli anni, tra cui l'integrazione dei parafanghi alla linea del corpo.
In generale, la vettura presenta un ottimo stato di conservazione, con riferimenti storici e documentazione che confermano la sua autenticità e il suo valore nel panorama delle auto d'epoca. Testimonianza di ingegnosità italiana, la Fiat 750 Giannini Ogna funge da simbolo delle vetture sportivi sviluppate nel dopoguerra.
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La Fiat 750 Giannini Ogna, barchetta da corsa del 1938, rappresenta un esemplare unico e significativo dell'automobilismo italiano post-bellico. Dotata di telaio n. 035785 e motore n. 500B*205163*, questa vettura è stata restaurata con accuratezza, mantenendo le linee della carrozzeria aerodinamica in alluminio.
L'auto ha una storia competitiva di rilievo, avendo partecipato a cinque edizioni della Mille Miglia, con risultati significativi. Dal restauro, emerge una livrea originale che evoca il fascino di un'epoca d'oro per le auto sportive. Esteticamente, la carrozzeria ha subito modifiche nel corso degli anni, tra cui l'integrazione dei parafanghi alla linea del corpo.
In generale, la vettura presenta un ottimo stato di conservazione, con riferimenti storici e documentazione che confermano la sua autenticità e il suo valore nel panorama delle auto d'epoca. Testimonianza di ingegnosità italiana, la Fiat 750 Giannini Ogna funge da simbolo delle vetture sportivi sviluppate nel dopoguerra.
| AltreInformazioni | L'unica Fiat 750 Giannini Ogna (Domenico Ogna) del 1938, chassis no. 035785, un'auto dalle molteplici vite. La diversità e l'ingegnosità delle “Etceterini” del dopoguerra è un argomento affascinante. Principalmente basate sulla tecnologia Fiat a prezzi accessibili, molte auto sportive sono state costruite da italiani con la passione per gli sport motoristici. Questa barchetta, costruita intorno al 1946 e guidata da Domenico Ogna, è un perfetto esempio di queste Etceterini. La base è un telaio Fiat Topolino A del 1938 il cui motore fu preparato da Giannini per gareggiare nella classe 750. La carrozzeria aerodinamica in alluminio siluro è sostenuta da un telaio tubolare. Dotata inizialmente di parafanghi motociclistici, venne successivamente modificata, nei primi anni Cinquanta (intorno al 1951-1952), con parafanghi fissati alla carrozzeria, a causa del nuovo regolamento agonistico. I paraganghi erano ora collegati e fluivano dalle linee del corpo centrale in un'unica forma, tuttavia erano ancora fisicamente separate, ed erano rivettate al corpo centrale, con una tecnica derivata dall'aeronautica. Infine, nel 1954 fu costruita una carrozzeria completamente nuova in stile barchetta, con parafanghi veramente integrati. La nuova (e ultima) linea ricorda da vicino quella della, già allora, iconica Ferrari 166 millemiglia disegnata da Touring. Stesse proporzioni in scala ridotta, stesse linee, compresa la scanalatura tra calandra e fari. Curiosa è la massiccia calandra cromata “all’americana” che era tipicamente un accessorio estetico montato sulla Topolino dell'epoca. Domenico Ogna corse con la sua vettura sportiva da competizione in un quantitati record di cinque Mille Miglia. La vettura corse l'edizione del 1948 con numero di gara 1038, classificandosi 61° assoluto e 8° di classe; l'edizione del 1949 con numero di gara 237, 165° assoluto e 14° di classe; nell'edizione del 1950 con numero di iscrizione 325, la vettura non finì la gara; nell'edizione del 1952 con numero di gara 2345, fu 220° assoluto e 9° di classe; nell'edizione del 1954 con lo stesso numero di iscrizione 2345, la vettura non finì. Al volante, sempre il proprietario-costruttore Domenico Ogna. Copilota nel 1948 e nel 1952 fu Cesare Ogna; nel 1949 Guido Zerneri; nel 1950, Gianfranco Calini; nel 1954, Enrico Ogna. Domenico Ogna affrontò anche il Circuito del Garda del 1949, classificandosi 11° assoluto e la Corsa sulle Torricelle del 1950, classificandosi 9° assoluto. |
| Datazione | 1938 |
| NoteSpecialistiche | L'auto è stata ritrovata attorno al 2010 in condizioni di abbandono ma ancora originali. Il proprietario aveva avviato un restauro che si è arenato quando l'auto è stata smantellata. Solo il motore Fiat 750 preparato Giannini era stato completamente revisionato. La vettura è stata recentemente sottoposta ad un accurato restauro, rispettando l'ultima forma di carrozzeria portata in gara e nella quale è rimasta. Annoverata tra le Automotive Masterpieces, è stata pubblicata sul libro Mille Miglia’s Chassis Volume III. Ha documenti e targhe olandesi. Ideale per la rievocazione Mille Miglia ed i più esclusivi eventi sportivi per auto d’epoca. Raffinata e semplice nella sua livrea non verniciata, porta con sé il sapore di un’epoca scomparsa. |
| Tecnica | telaio n. 035785, motore n. 500B\*205163\* |