
Attribuita a un coniatore anonimo, la moneta presenta al diritto la testa di Roma a destra, con elmo. Sul campo, dietro al ritratto, è visibile il segno di valore “V”. Il tipo iconografico e le caratteristiche metrologiche consentono l’inquadramento cronologico nell’ambito del 214 a.C. Il rovescio raffigura i Dioscuri su cavallo, procedenti verso destra, ciascuno con lancia in mano; indossano mantelli svolazzanti e pilei sormontati da stella. In basso, entro una cornice quadrangolare, compare la leggenda “ROMA”, con lato curvo sul lato sinistro.
La moneta è realizzata in argento (AR) e corrisponde a un quinario, con peso indicato di 2,06 g e diametro 15 mm. L’orientamento di conio è indicato come “6 h”. Il campo risulta profondamente tonato, conferendo alla superficie una colorazione scura e uniforme. Il riferimento bibliografico citato nel lotto include Crawford 44/6 e Debernardi Bq7, utili per la classificazione tipologica.
Dal punto di vista dello stato di conservazione si segnala una piccola frattura del tondello sul rovescio, localizzata circa alle ore 8 (“minor flan crack”). Non sono riportate informazioni ulteriori su firma, timbri o provenienza. Le condizioni complessive sono descritte come vicine a un livello di conservazione “quasi estremamente fine” (“near extremely fine”), tenendo conto della frattura sopra menzionata.
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Attribuita a un coniatore anonimo, la moneta presenta al diritto la testa di Roma a destra, con elmo. Sul campo, dietro al ritratto, è visibile il segno di valore “V”. Il tipo iconografico e le caratteristiche metrologiche consentono l’inquadramento cronologico nell’ambito del 214 a.C. Il rovescio raffigura i Dioscuri su cavallo, procedenti verso destra, ciascuno con lancia in mano; indossano mantelli svolazzanti e pilei sormontati da stella. In basso, entro una cornice quadrangolare, compare la leggenda “ROMA”, con lato curvo sul lato sinistro.
La moneta è realizzata in argento (AR) e corrisponde a un quinario, con peso indicato di 2,06 g e diametro 15 mm. L’orientamento di conio è indicato come “6 h”. Il campo risulta profondamente tonato, conferendo alla superficie una colorazione scura e uniforme. Il riferimento bibliografico citato nel lotto include Crawford 44/6 e Debernardi Bq7, utili per la classificazione tipologica.
Dal punto di vista dello stato di conservazione si segnala una piccola frattura del tondello sul rovescio, localizzata circa alle ore 8 (“minor flan crack”). Non sono riportate informazioni ulteriori su firma, timbri o provenienza. Le condizioni complessive sono descritte come vicine a un livello di conservazione “quasi estremamente fine” (“near extremely fine”), tenendo conto della frattura sopra menzionata.