AUGUSTO (27 a.C. - 14 d.C.) – Denario, Lugdunum (Lione).
Dritto: Testa nuda a destra; - Rovescio: Toro che carica a testa bassa verso destra. In esergo IMP. X.RIC 166a.Gradevole esemplare.Bel BB. Shipping only in Italy. Le numerose emissioni delle cosiddette “monete col toro” di Augusto, coniate nella zecca gallica di Lugdunum, appartengono a una fase di forte affermazione e consolidamento del nuovo regime. La scelta del toro non è casuale: si tratta di un richiamo visivo alla città di Thurio, in Lucania, con la quale la famiglia di Ottaviano vantava un legame significativo.Nel 60 a.C., mentre ricopriva la carica di pretore, il padre di Ottaviano, Gaio Ottavio, guidò con successo le truppe romane contro una rivolta di schiavi scoppiata nei pressi della città. È probabile che, per celebrare questa vittoria, egli attribuisse al figlio, allora di appena tre anni, il cognomen Thurinus, esplicito riferimento alla città.La morte prematura di Gaio Ottavio, avvenuta l’anno successivo, portò il giovane Ottaviano ad abbandonare presto questo cognomen. Tuttavia, una volta giunto al potere, Augusto recuperò quel ricordo familiare in modo più sottile e simbolico, inserendo nella propria immagine pubblica il toro in carica: lo stesso tipo iconografico utilizzato da Thurio nella sua monetazione greca dei secoli precedenti. In questo modo, un episodio della storia personale e familiare veniva trasformato in un elemento della propaganda imperiale.