Boccale Deruta, XVII secolo
Maiolica. Dimensioni: altezza cm 30; diametro base cm 19. Conservazione: buona; restauro al bordo superiore; qualche salto di smalto L’opera mostra capiente corpo ovoidale, ampia bocca trilobata e rastrematura verso la base che è piatta e con accenno di orlo; opposto alla bocca è applicato un manico, che è a nastro e a pressione nell’attacco inferiore. Sulla faccia anteriore, all’interno di un medaglione circolare, è dipinta un’Annunciazione. La Vergine è inginocchiata in preghiera a sinistra e, di fronte a lei, è raffigurato l’Arcangelo Gabriele che con una mano impugna il giglio e con l’altra indica in alto verso una mandorla di luce in cui è racchiusa la colomba dello Spirito Santo. Sulla restante superficie si dispone una decorazione fitomorfa di tipo “calligrafico”. Dipinto in arancio, blu, giallo e verde Raro esempio di boccale in ragione della bocca molto espansa e del manico robusto che fa ipotizzare una destinazione dell’oggetto come mesciacqua. La piccola scena delineata frontalmente manifesta un valore devozionale popolare, come si evince dall’ abbigliamento umile della Vergine e dalla semplicità della figura dell’angelo appena giunto a portare l’annuncio, le cui vesti svolazzanti sembrano ancora muoversi nell’aria. L’impostazione del dipinto presenta diverse affinità compositive con altre versioni dello stesso soggetto realizzate dalle officine derutesi nel Seicento, sempre caratterizzate da una resa pittorica della pennellata veloce e sulla contrapposizione dinamica delle pennellate in blu e arancione, qui impiegate anche per delineare dei picchi montuosi all’ orizzonte. La rimanente decorazione è il cosiddetto “stile calligrafico”, basato su una fitta trama fito-zoomorfa, la cui denominazione è presa in prestito da quella adottata dalla ceramologia ligure per un’analoga classe secentesca, di origine cino-persiana (1) NOTA: 1 RAVANELLI GUIDOTTI C., Thesaurus di opere della tradizione di Faenza, Faenza 1998, pp.532- 535