








Questo Bureau 'dos d'âne' presenta una pregevole struttura con gambe curvilinee terminanti a ricciolo introverso, realizzato in legni pregiati, completato da inserti pietrificati. Le dimensioni sono di cm 94x79x48 e l'opera è databile alla metà del XVIII secolo, tipica espressione dell'eleganza e della raffinata ebanisteria piemontese.
Le superfici sono decorate da un sapiente uso di legni contrastanti che creano effetti cromatici e prospettici notevoli, organizzati in campiture geometriche a losanghe e a scacchiera, arricchite da motivi vegetali, volute e cartigli. L'interno della ribalta mostra una decorazione a volute vegetali pirografate e quattro cassetti sagomati, con un piano suddiviso in due pannelli scorrevoli che celano un ampio vano.
La concezione decorativa del Bureau si distingue per la sua colta raffinatezza, richiamando le opere di Pietro Piffetti, massimo ebanista della corte Sabauda. Questo mobile, pur non essendo attribuibile direttamente al maestro, si inserisce nella sua tradizione stilistica, riflettendo i valori estetici e tecnici del periodo, con evidenti affinità con la più alta ebanisteria del Settecento piemontese.
Generato con Artness AI
Questo Bureau 'dos d'âne' presenta una pregevole struttura con gambe curvilinee terminanti a ricciolo introverso, realizzato in legni pregiati, completato da inserti pietrificati. Le dimensioni sono di cm 94x79x48 e l'opera è databile alla metà del XVIII secolo, tipica espressione dell'eleganza e della raffinata ebanisteria piemontese.
Le superfici sono decorate da un sapiente uso di legni contrastanti che creano effetti cromatici e prospettici notevoli, organizzati in campiture geometriche a losanghe e a scacchiera, arricchite da motivi vegetali, volute e cartigli. L'interno della ribalta mostra una decorazione a volute vegetali pirografate e quattro cassetti sagomati, con un piano suddiviso in due pannelli scorrevoli che celano un ampio vano.
La concezione decorativa del Bureau si distingue per la sua colta raffinatezza, richiamando le opere di Pietro Piffetti, massimo ebanista della corte Sabauda. Questo mobile, pur non essendo attribuibile direttamente al maestro, si inserisce nella sua tradizione stilistica, riflettendo i valori estetici e tecnici del periodo, con evidenti affinità con la più alta ebanisteria del Settecento piemontese.
| Dimensioni | cm 94x79x48 |