
Attribuito a C. Maianius, Denarius di Roma, 153 a.C. Moneta in argento (AR), peso 3,70 g e diametro 18,5 mm, orientamento di conio 9 h. Il dritto presenta la testa elmata di Roma verso destra; sul campo compare la lettera X come segno (mark of value) e, in esemplari a legenda completa, la disposizione delle lettere risulta funzionale alla lettura del valore e delle indicazioni di zecca. Sul rovescio è raffigurata la Vittoria in biga verso destra, con la figura che tiene le redini e una frusta; sotto l’immagine compare la legenda “C·MAIANI” e nell’exergue la parola “ROMA”.
Lo stile iconografico è riconducibile a un impianto numismatico di età repubblicana, con resa dettagliata della figura alata e della scena di guida del carro. Il contorno e i rilievi risultano ben definiti, con buon contrasto tra elementi in altorilievo e superfici del campo. L’esemplare è indicato come extremely fine / about extremely fine; il metallo appare lustro (“Lustrous metal”), suggerendo una buona conservazione delle superfici. La legenda risulta leggibile, e la corrispondenza delle varianti è supportata dai riferimenti bibliografici forniti (Crawford 203/1a; Babelon 1; Sydenham 427). Non sono segnalate ulteriori integrazioni di firma o timbri oltre alle indicazioni presenti in legenda.
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Attribuito a C. Maianius, Denarius di Roma, 153 a.C. Moneta in argento (AR), peso 3,70 g e diametro 18,5 mm, orientamento di conio 9 h. Il dritto presenta la testa elmata di Roma verso destra; sul campo compare la lettera X come segno (mark of value) e, in esemplari a legenda completa, la disposizione delle lettere risulta funzionale alla lettura del valore e delle indicazioni di zecca. Sul rovescio è raffigurata la Vittoria in biga verso destra, con la figura che tiene le redini e una frusta; sotto l’immagine compare la legenda “C·MAIANI” e nell’exergue la parola “ROMA”.
Lo stile iconografico è riconducibile a un impianto numismatico di età repubblicana, con resa dettagliata della figura alata e della scena di guida del carro. Il contorno e i rilievi risultano ben definiti, con buon contrasto tra elementi in altorilievo e superfici del campo. L’esemplare è indicato come extremely fine / about extremely fine; il metallo appare lustro (“Lustrous metal”), suggerendo una buona conservazione delle superfici. La legenda risulta leggibile, e la corrispondenza delle varianti è supportata dai riferimenti bibliografici forniti (Crawford 203/1a; Babelon 1; Sydenham 427). Non sono segnalate ulteriori integrazioni di firma o timbri oltre alle indicazioni presenti in legenda.