

Il denario emesso da Q. Caecilius Metellus Pius Scipio nel periodo 47-46 a.C. rappresenta un'importante testimonianza della monetazione romana durante la tarda Repubblica. La moneta presenta, al diritto, la testa di Giove voltata a destra, simbolo di potere e giustizia, mentre al rovescio l'occhio si posa su un elefante stante a destra, un'immagine ricorrente nell'iconografia romana.
Realizzato in argento e con un peso di gr. 2,64, questo esemplare è probabilmente considerato suberato. È classificato secondo Crawford con il numero 454/1, rivelandosi di notevole interesse per collezionisti e studiosi della numismatica e dell'antichità. L'analisi dettagliata della moneta consente anche di apprezzare la qualità della lavorazione e l'artigianato vigenti al tempo della sua coniazione.
Il lotto presenta segni di usura e una superficie che merita un'attenta valutazione, specialmente per quanto riguarda la leggibilità delle figure incise. La provenienza è importante per attestare l'autenticità e la cronologia di come la moneta è giunta fino a noi.
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