
Moneta coniata a Taranto nel periodo compreso tra il 302 e il 280 a.C., attribuita al magistrato Filiarco. Sul recto si rappresenta un efebo nudo a cavallo che incorona l'animale, mentre sul verso è raffigurato Taras che cavalca un delfino verso sinistra, con un grappolo d'uva in mano. Il diametro della moneta è di mm. 21,51 e pesa g. 7,91.
L'opera presenta una conservazione eccezionale, indicativa della qualità della numismatica antica. La moneta è stata catalogata nel Vlasto al numero 673 e nell'Holzmaier al numero 960. La qualità di conio è classificata come SPL, denotando un alto grado di conservazione. Le caratteristiche artistiche e iconografiche denotano l'influenza culturale dell'epoca e rivelano l'importanza di Taranto nel contesto della zecca.
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