

Il denario, coniato da T. Carisius nel 46 a.C. presso la zecca di Roma, presenta al recto la testa di Giunone Moneta rivolta a destra. Sul verso, sono raffigurati strumenti per la coniazione, evidenziando l'artigianalità e l'importanza della monetazione di questo periodo storico.
Il peso del denario è di 3,73 grammi. Si evidenziano alcune debolezze di conio, pur mantenendo un stato di conservazione migliore di SPL, secondo il catalogo Crawford (n. 464/2). L'argento dell'opera conferisce un aspetto lucente e piacevole, tipico delle monete di quest'epoca. La rappresentazione iconografica è suggestiva e riflette la propensione dell'epoca a celebrare le divinità romane.
Nota per collezionisti e numismatici: il denario di T. Carisius è un esemplare significativo nel contesto della monetazione romana, rappresentando non solo un valore economico ma anche un importante documento storico.
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