| AltreInformazioni | Allievo a Bologna di Giovan Gioseffo Dal Sole, Monti si formò nel vivo della cultura barocca bolognese del Settecento e fu uno dei maggiori esponenti della successiva fase Rococò. Nel secondo decennio del Settecento fu, insieme al Creti e al Bigari, interprete elegante e moderno di temi allegorici ispirati alla letteratura classica. Eccellente pittore di figure immerse nei paesaggi, ancora sulla scorta del Classicismo emiliano, lavorò come "figurinista" per il Mac Swiny (1726 circa) e si trasferì a Brescia nel 1738. Sue opere si trovano in molte chiese lombarde, a Cremona e nel bergamasco. Il suo Barocco maturo mostra degli echi evidenti di un rapporto con la pittura veneta contemporanea.
Questi due dipinti di paesaggio e figure, in relazione all'altro pendant (lotto n. 70), rappresentano la pittura del Monti al suo livello più alto. Eccellente la resa dei paesaggi organizzata su tre quinte: il primo piano con le figure riferite all'episodio letterario, il secondo piano con lo scorcio fluviale-arboreo e altre figure riferibili alla scena, il terzo piano con i monti in lontananza secondo una sfumata prospettiva aerea. Le due scene, concepite come pendant, si ispirano ai paesaggi e alle vicende della Gerusalemme Liberata, composta nel 1570-75 da Torquato Tasso (1544-1595) per il duca Alfonso II d'Este, signore di Ferrara, e vi sono parzialmente identificabili Erminia e Armida. Le due opere si segnalano per qualità tra quelle più fini della produzione dell'artista. |
| Bibliografia | Renato Roli, Pittura bolognese 1650-1800. Dal Cignani ai Gandolfi, Edizione Alfa, Bologna, 1977, p. 281, cit. (come 'con Ferrajoli'); Arte emiliana dalle raccolte storiche al nuovo collezionismo, a cura di Graziano Manni, Emilio Negro, Massimo Pirondini, saggio introduttivo di Federico Zeri, Banca Popolare dell'Emilia, Artioli, Modena, 1989, pp. 206, 207, nn. 171, 172 (scheda a cura di Nicosetta Roio, riprodotti speculari). |
| Dimensioni | cm 75,5x96,5 ognuno |
| Esposizione | X Biennale d'Arte Antica. L'Arte del Settecento emiliano. Architettura, scenografia, pittura di paesaggio, a cura di Anna Maria Matteucci, Deanna Lenzi, Wanda Bergamini, Gian Carlo Cavalli, Renzo Grandi, Anna Ottani Cavina, Eugenio Riccomini, Bologna, Museo Civico, 8 settembre - 25 novembre 1979, cat. pp. 330, 331, nn. 410, 411, figg. 339, 340 (scheda a cura di Renzo Grandi);
Pittura italiana del Settecento, a cura di Eugenio Riccomini, mostra itinerante Leningrado - Mosca - Varsavia, 1974, cat. pp. 67, 68, n. 90, illustrato Carlo e Ubaldo nel giardino di Armida (con titolo Venere, Marte e guerrieri in un paesaggio), cit. Erminia tra i pastori (entrambi come Ferrajoli e Monti). |
| Tecnica | Olio su tela |