CARLO II GONZAGA-NEVERS (1647 - 1665) – 60 Soldi, 1663, Mantova.
Dritto: Busto corazzato e paludato a sinistra, con lunga capigliatura; - Rovescio: Sole in zodiaco fra stelle; in basso la terra fra nubi.MIR 695. CNI 16/17. Estremamente raro.Lieve carenza di tondello. Tipologia di rarissima apparizione sul mercato.q.BB/BB. Carlo II di Gonzaga-Nevers (1629–1665) divenne duca di Mantova e del Monferrato nel 1637, all’età di appena otto anni, in una fase di profonda crisi per lo Stato gonzaghesco. Il ducato usciva devastato dalla guerra di successione mantovana (1628–1631), dall’occupazione imperiale e dalla peste, eventi che avevano gravemente compromesso l’economia, la demografia e l’autorità stessa della dinastia. In questo contesto si aprì una lunga e delicata reggenza, affidata alla madre Maria Gonzaga, che esercitò il potere con notevole fermezza e abilità diplomatica, riuscendo a preservare la legittimità del figlio e a garantire la continuità dello Stato.Con l’assunzione del potere effettivo da parte di Carlo II, la politica monetaria poté assumere un carattere più ambizioso e marcatamente rappresentativo. È in questo quadro che si colloca l’emissione del quarto di ducatone dello Zodiaco, una delle monete più originali e iconograficamente complesse della monetazione mantovana del Seicento.Il tema astrologico, raro nella monetazione italiana, prende piena ispirazione dalle coniazioni precedenti del padre Carlo I, realizzate dal noto incisore Gaspare Morone Mola. La qualità dei coni, soprattutto nella resa dei segni zodiacali, indica il coinvolgimento di incisori di alto livello attivi presso la Zecca di Mantova, in grado di tradurre un programma iconografico colto in uno spazio ridotto.La scelta dello Zodiaco come tema centrale va letta come una vera e propria dichiarazione politica in forma simbolica: dopo anni di reggenza e di ricostruzione, il potere ducale si presenta come reinserito in un ordine stabile, non solo terreno ma universale. In questo senso, la moneta dialoga idealmente anche con la politica di Maria Gonzaga, che aveva lavorato per restituicontinuità allo Stato, fornendo al figlio un terreno su cui riaffermare la propria autorità.Alla prematura morte di Carlo II, nel 1665, il ducato entrò progressivamente in una fase di declino irreversibile. Questa emissione resta così una delle più alte testimonianze numismatiche del periodo: non solo un capolavoro incisorio, ma anche un documento storico e ideologico, capace di condensare in una singola emissione la memoria della crisi, l’eredità della reggenza e l’ambizione di un potere che cercò nel linguaggio delle immagini una legittimazione duratura.