TipologiaTime Live
Inizia 22 apr 2026, 22:00

Marcantonio Epicuro, Cecaria. Tragicomedia del Epicuro Napolitano, Terza Edizione Lotto

Cecaria. Tragicomedia del Epicuro Napolitano intitulata la Cecaria
Numero Lotto10

Marcantonio Epicuro, Cecaria. Tragicomedia del Epicuro Napolitano, Terza Edizione

Venezia, Vittore Ravani, 1533. Edizione in 8° della celebre tragicommedia, in cui tre ciechi, guidati da un sacerdote d'Amore, si raccontano le proprie sventure amorose. La narrazione è arricchita da una descrizione delle bellezze femminili, richiamando i topoi tipici della poesia cinquecentesca.

Il frontespizio, di carattere architettonico, presenta una marca tipografica con una Sirena bicaudata. L'opera riporta marginali ingialliture, mentre la rilegatura è in pergamena rigida moderna. L'importanza di Epicuro, autore abruzzese attivo a Napoli, emerge dal successo della sua opera, che riflette l'evoluzione del genere tragicomico nel contesto letterario del tempo.

Generato con Artness AI

AutoreMarcantonio Epicuro
Stima200 € - 300 €
dettagli

Scheda Tecnica

Stima200 € - 300 €
Numero Lotto10
AutoreMarcantonio Epicuro
CategoriaLibri e cimeli storici

Venezia, Vittore Ravani, 1533. Edizione in 8° della celebre tragicommedia, in cui tre ciechi, guidati da un sacerdote d'Amore, si raccontano le proprie sventure amorose. La narrazione è arricchita da una descrizione delle bellezze femminili, richiamando i topoi tipici della poesia cinquecentesca.

Il frontespizio, di carattere architettonico, presenta una marca tipografica con una Sirena bicaudata. L'opera riporta marginali ingialliture, mentre la rilegatura è in pergamena rigida moderna. L'importanza di Epicuro, autore abruzzese attivo a Napoli, emerge dal successo della sua opera, che riflette l'evoluzione del genere tragicomico nel contesto letterario del tempo.

Titolo astaEasy Collecting: Libri Antichi e Rari
Numero asta355
TipologiaTime Live
Casa d'astaFinarte
Inizia 22 apr 2026, 22:00

Datazione1533
NoteSpecialisticheApparentemente la terza edizione di questa celebre tragicommedia di Epicuro, scrittore di origini abruzzesi ma che si trasferisce presto e opera a Napoli. Tre ciechi (il Vecchio, il Geloso e il Terzo, come sono definiti nelle didascalie delle edizioni e dei manoscritti), il primo dei quali accompagnato da una Guida, invocano la morte per la loro infermità causata dall'amore. Dal loro incontro nasce l'occasione per una descrizione delle proprie sventure e delle bellezze delle donne amate, in cui sono riconoscibili anche i topoi della descrizione muliebre tipici della poesia del tempo. L'apparizione di un sacerdote d'Amore compie il miracolo di far riacquistare la vista ai tre ciechi. Questo è in breve l'argomento della "tragicommedia", fortunato genere che trova il precedente immediato nelle ecloghe pastorali del tardo Quattrocento e del primo Cinquecento.