Coppa Montelupo, metà del XVI secolo
Maiolica. Dimensioni: altezza cm 4; diametro cm 26,7. Conservazione: insignificante felatura allo smalto sul verso alle ore 8; piccolo restauro al bordo alle ore 11; insignificanti usure allo smalto Coppa con parete a larghe baccellature e con basso piede ad anello. Nel recto, al centro dell’umbone è dipinta la “Crocifissione”, con la Vergine e San Giovanni accanto alla croce; sullo sfondo si intravede una città, con torri e campanili. Attorno, nella tesa, si dispongono delle partizioni definite dalle baccellature, che racchiudono tralci di quercia stilizzati, su fondo in bianco e blu alternati, nel genere detto “a quartieri”. Sul verso la superficie è smaltata e presenta delle macchie di colore blu. Dipinta in azzurro e con tocchi di giallo nelle bacche e di verde espanso solo in taluni dettagli della scena Siamo in presenza un’opera il cui primo punto di interesse risiede nell’avere un’alta valenza collezionistica, essendo appartenuta ad una prestigiosa collezione europea, quella di Eugen Miller von Aichholz (1835- 1919), mecenate austriaco che a Vienna costituì un’ importante collezione d'arte, composta principalmente di oggetti del Rinascimento italiano L’opera nel catalogo di vendita, edito del 1925, viene attribuita a Faenza, Casa Pirota (?), Anfang des 16. Jahrhunderts (1), ma è un’attribuzione e datazione che, alla luce degli studi più recenti, sono da considerare sorpassate. Quest’opera mostra piuttosto peculiari caratteristiche dell’ istoriato (“figurato”) di Montelupo. Essa infatti è espressione di un genere che nella prima metà del Cinquecento stilisticamente deve ancora superare una certa rigidità e semplificazione nella trasposizione delle fonti figurative a stampa a cui attingeva. In questo caso, tuttavia, la scelta di una sobria monocromia azzurra produce un esito di spontaneità interpretativa innegabilmente attraente, stilisticamente accostabile ad una versione della “Crocifissione”, al centro di un piatto con attorno scene della passione di Cristo, già collezione Beit, oggi a Cleveland (2). L’impianto iconografico inoltre sembra anticipare quello di una bellissima targa montelupina con la “Crocifissione” e stemma Bartolommei, databile alla fine del Cinquecento (3) Infine, altro aspetto assolutamente da considerare, specie per la datazione dell’opera, è la scelta della decorazione “a quartieri”, probabilmente ispirata a quella che a Faenza si attesta verso il terzo decennio del Cinquecento. Non meno interessante è la decorazione a tralci di foglie di quercia stilizzate, che invece richiama le “cerquate” roveresche in uso in ambito urbinate intorno al 1540: due ambiti italiani sui quali si alimentò il genere istoriato a Montelupo NOTE: 1 Sammlung Eugen Miller von Aichholz, Wien 1925, cat. n. 92, Tafel XXVIII 2 RAVANELLI GUIDOTTI C., Maioliche di Montelupo Stemmi, ritratti e “figurati”, Firenze 2019, p. 230, Fig. 2l 3 RAVANELLI GUIDOTTI C., Maioliche “figurate” di Montelupo, Firenze 2012, p. 86, Fig. 35 BIBLIOGRAFIA: Sammlung Eugen Miller von Aichholz, Wien 1925, cat. n. 92, Tafel XXVIII