Coppia di albarelli Savona, ultimo terzo del XVII secolo
Marca: stemma di Savona. Altezza cm 21. Conservazione: ottima; qualche salto di smalto e sbeccatura ai bordi € 600-900 Albarello di farmacia in maiolica foggiato al tornio, di forma cilindrica di mediocre diametro; la parete della sezione centrale si sviluppa nel profilo convesso della spalla e sale a formare il tratto breve del collo; al contrario scende a innestarsi con profilo convesso identico ma di ampiezza minore nella ridotta circonferenza del piede. Il cartiglio epigrafico circonda e divide in due parti la superficie del vaso, quella superiore poco più estesa. La scritta rende noto il farmaco reso disponibile, determinando quale sia la parte anteriore del recipiente: “U. Rosatu-“, unguentum rosatum, che vale fatto di rose. La decorazione si serve delle figure proprie dell’”istoriato” e della “scenografia barocca” inserendole nel tessuto decorativo della tipologia orientaleggiante “a tappezzeria”, dipinte in monocromia blu sul fondo di colore azzurro sfumato di verde. Sulla superficie anteriore del vaso, al di sopra del cartiglio, un putto alato e un personaggio maschile abbigliato con eleganza siedono a colloquio sul terreno; fra di loro si trova adagiato lo scudo recante come insegna la figura di un’aquila coronata con le ali aperte sollevate, in linguaggio araldico spiegata; al di sotto del cartiglio è dipinto un leone che balza verso sinistra. Sulla superficie posteriore, al di sopra e al di sotto delle semplici pieghe finali del cartiglio, sono collocati due diversi edifici posti sul colmo dei rispettivi poggi. Sull’intera superficie, sovrastati dalla corona di piccole nubi cumuliformi, fluttuano insetti, cespi di foglie oppure fioriti, germogli, singoli fiori, la congerie di elementi decorativi tipica della “tappezzeria”. La marca dello Stemma di Savona è delineata in sintesi al centro del fondello. Fra le varie decorazioni attribuibili al pittore, una consente d’introdurre il dato cronologico iniziale utile a collocare e scandire la sua attività. Si può infatti riconoscerne lo stile, o per estremo scrupolo citarne l’ambito, osservando le figure dei cavalieri e del soldato esibenti lo stemma mediceo sul vessillo e sugli scudi, dipinte sulla superficie di un piatto già parte di una delle numerose forniture di maioliche savonesi richieste dai nobili componenti della famiglia ducale toscana. Le note degli archivi medicei riferiscono l’acquisto di notevoli quantità di maiolica ligure negli anni fra il 1666 e il 1686 (1), un ventennio o poco più all’interno del quale va inserito il piatto citato, che appartiene alle collezioni del Museo del Bargello. La decorazione istoriata “a tappezzeria” di un piatto di grande diametro foggiato a stampo conferma il dato cronologico iniziale: la marca dello Stemma di Savona sovrastante le lettere BA, dipinta sulla superficie posteriore, è riferibile alla fabbrica savonese dei Bianchino, attiva dall’inizio degli anni sessanta del XVII secolo (2). L’albarello contenitore dell’unguento di rose è stato quindi prodotto a Savona e nel periodo che, per ora, si estende dal settimo al nono decennio compreso del XVII secolo. Note Marco Spallanzani, “Maioliche di Savona alla corte dei Medici”, Faenza 2005, n. 1-6, in particolare pp. 207-208 e tav. I a p. 202. Carlo Varaldo, “I Bianchino ceramisti savonesi. Note storiche”, Atti IX Convegno Internazionale della Ceramica, Albisola 1976, pp. 257-268. Albarello di farmacia in maiolica foggiato al tornio, simile al precedente quanto a forma, tipologia decorativa impiegata, cromia. La misura del diametro è invece di poco maggiore, però basta a rendere più evidente lo sviluppo convesso della parte superiore, più ampia, e di quella inferiore rispetto alla sezione centrale del cilindro. La scritta farmaceutica leggibile sul cartiglio, “U. Pro Contusion”, potrebbe forse sciogliersi in Unguentum Pro Contusione o con la desinenza plurale riguardo al suo fine terapeutico. La decorazione istoriata “a tappezzeria” propone, al di sopra del cartiglio, la figura del putto alato a diporto sul dorso dell’equide marino, al di sotto del cartiglio l’altro putto alato lo imita in apparenza adagiato sul dorso di un delfino; al di sopra delle minime plicature finali del cartiglio, quindi sulla superficie posteriore del vaso, l’imbarcazione s’inoltra nello sfondo, le vele gonfie di vento; al di sotto delle plicature, l’edificio denota il colmo del poggio alberato. Le piccole nubi sovrastano come gocce sospese ciascuna delle due zone della superficie vasale, i grandi cespi vegetali fioriti hanno messo radici, fiori, insetti, germogli levitano nell’atmosfera avvolgente senza trovare ostacoli. La marca dello Stemma di Savona è tracciata in sintesi sulla superficie del fondello. I caratteri estetici delle figure e degli elementi decorativi, quelli grafici della scritta, suggeriscono di assegnare la decorazione del vaso all’opera del pittore dell’albarello già esaminato, collocando la produzione dell’oggetto a Savona e nel periodo fra il settimo e il nono decennio compreso del XVII secolo.