Coppia di grandi obelischi in marmi pregiati, manifattura romana su commissione sabauda, fine del XVII/inizi del XVIII secolo
Gli slanciati fusti piramidali a sezione quadrangolare realizzati in breccia africana, poggiano su basi architettoniche a più ordini, scandite da pannelli riquadrati che ospitano lo stemma sabaudo con croce bianca su scudo convesso in marmo rosso antico inserito su specchiature in marmo giallo antico. Le basi sono ulteriormente arricchite da applicazioni in bronzo dorato finemente cesellato, con volute e fogliami. Questa coppia di obelischi può essere verosimilmente ricondotta a una committenza nobiliare legata all’ambiente sabaudo tra la fine del XVII e il XVIII secolo, in un momento storico in cui la Casa di Savoia stava consolidando il proprio ruolo politico e simbolico nello scenario europeo. In questo contesto, numerose famiglie aristocratiche, funzionari di corte, militari di alto rango o dignitari ecclesiastici operanti nei territori sabaudi adottarono elementi iconografici riconducibili alla dinastia regnante come segno di fedeltà, appartenenza e legittimazione sociale. L’uso della croce bianca in campo rosso, emblema distintivo dei Savoia, compare qui in una forma volutamente semplificata e isolata, priva di corona, collari cavallereschi o altri attributi dinastici ufficiali. Questa scelta suggerisce un impiego simbolico, non un’affermazione di appartenenza alla Casa regnante, ma una dichiarazione di lealtà e vicinanza politica. È plausibile che la famiglia committente, attiva in Piemonte o in altri territori soggetti ai Savoia, si sia rivolta a una bottega di alto livello, forse romana, dove la lavorazione dei marmi policromi “all’antica” era particolarmente raffinata. Roma rappresentava infatti il centro privilegiato per questo tipo di produzione, e molte opere destinate alle residenze sabaude venivano eseguite lì per poi essere trasportate a Torino o in altre sedi nobiliari.In questa prospettiva, gli obelischi si configurano come un manifesto visivo di fedeltà dinastica e di adesione culturale al linguaggio della magnificenza barocca, in cui il richiamo alla classicità, l’uso di materiali preziosi e la presenza di un emblema chiaramente riconoscibile concorrono a definire l’identità e le ambizioni della committenza. La croce sabauda, ridotta al suo segno essenziale, diventa così non solo un simbolo araldico, ma un segnale politico e culturale, discreto ma inequivocabile.