



La coppia di tavolini, attribuita a Stefano Atticciati e datata alla fine del XVIII secolo, si distingue per i suoi piani circolari in marmi antichi, caratterizzati da una raffinata varietà cromatica ottenuta dal reimpiego di materiali provenienti da rovine romane di età tiberiana. Questi piani, di diametro 70 cm e montati su un elegante telaio in bronzo dorato, misura 75x75 cm, sono completati da tre gambe incurvate terminate con zoccolo caprino, adornate da mascheroni classici e riunite da una traversa decorata con un vaso.
Ogni piano presenta un'iscrizione latina, inciso lungo il bordo esterno, di notevole interesse antiquario: "In Rvinis Tiberianis Hanc Marmoris Antiqvi Varietatem S.A.F. A.D. MDCCLXXXVLIII", che documenta sia la provenienza sia la data di esecuzione del manufatto, attestando la pratica erudita comune nella seconda metà del XVIII secolo. La grafia arcaizzante, evidenziata nell'utilizzo della V al posto della U, riflette l'estetica dell'epoca, conferendo un ulteriore valore storico all'opera.
Il complesso si inserisce nella produzione destinata al mercato dei Grand Tourists. Esso è esempio di come i tavolini e altri manufatti in marmo antico venissero forniti di iscrizioni celebrative e certificate, in un'epoca in cui il nome di Stefano Atticciati era già noto nell'ambito della lavorazione del marmo e dei restauri, documentato in archivi storici. La data A.D. 1788 segna un importante riferimento temporale per la cultura materiale dell'epoca.
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La coppia di tavolini, attribuita a Stefano Atticciati e datata alla fine del XVIII secolo, si distingue per i suoi piani circolari in marmi antichi, caratterizzati da una raffinata varietà cromatica ottenuta dal reimpiego di materiali provenienti da rovine romane di età tiberiana. Questi piani, di diametro 70 cm e montati su un elegante telaio in bronzo dorato, misura 75x75 cm, sono completati da tre gambe incurvate terminate con zoccolo caprino, adornate da mascheroni classici e riunite da una traversa decorata con un vaso.
Ogni piano presenta un'iscrizione latina, inciso lungo il bordo esterno, di notevole interesse antiquario: "In Rvinis Tiberianis Hanc Marmoris Antiqvi Varietatem S.A.F. A.D. MDCCLXXXVLIII", che documenta sia la provenienza sia la data di esecuzione del manufatto, attestando la pratica erudita comune nella seconda metà del XVIII secolo. La grafia arcaizzante, evidenziata nell'utilizzo della V al posto della U, riflette l'estetica dell'epoca, conferendo un ulteriore valore storico all'opera.
Il complesso si inserisce nella produzione destinata al mercato dei Grand Tourists. Esso è esempio di come i tavolini e altri manufatti in marmo antico venissero forniti di iscrizioni celebrative e certificate, in un'epoca in cui il nome di Stefano Atticciati era già noto nell'ambito della lavorazione del marmo e dei restauri, documentato in archivi storici. La data A.D. 1788 segna un importante riferimento temporale per la cultura materiale dell'epoca.
| Dimensioni | cm 75x75 - il piano diametro cm 70 |