
Cornice di origine romana databile al Seicento, realizzata in legno ebanizzato con decorazioni in bronzo dorato. È caratterizzata da una fascia rivestita in lamierino dorato, decorata agli angoli con fregi ornamentali e al centro con testine di putto. La placchetta rettangolare centrale, anch'essa in bronzo dorato, presenta una scena della Natività, perfettamente rifinita a rilievo. Le dimensioni complessive dell'opera sono di cm 24,2x21, con una luce di cm 10,8x7,6. La placchetta centrale misura cm 10,7x7,5.
L'opera si distingue per la finezza dei dettagli e l'eleganza delle forme, tipiche della produzione artistica barocca. Il contrasto tra il legno scuro e le finiture dorate evidenzia la maestria dell'artigianato dell'epoca, creando un oggetto di grande impatto visivo e decorativo.
In ottimo stato di conservazione, la cornice riporta segni di usura compatibili con l'età e non presenta danni strutturali. La presenza di eventuali timbri o firme non è stata menzionata, ma la provenienza è tracciabile nel contesto artistico romano del XVII secolo.
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Cornice di origine romana databile al Seicento, realizzata in legno ebanizzato con decorazioni in bronzo dorato. È caratterizzata da una fascia rivestita in lamierino dorato, decorata agli angoli con fregi ornamentali e al centro con testine di putto. La placchetta rettangolare centrale, anch'essa in bronzo dorato, presenta una scena della Natività, perfettamente rifinita a rilievo. Le dimensioni complessive dell'opera sono di cm 24,2x21, con una luce di cm 10,8x7,6. La placchetta centrale misura cm 10,7x7,5.
L'opera si distingue per la finezza dei dettagli e l'eleganza delle forme, tipiche della produzione artistica barocca. Il contrasto tra il legno scuro e le finiture dorate evidenzia la maestria dell'artigianato dell'epoca, creando un oggetto di grande impatto visivo e decorativo.
In ottimo stato di conservazione, la cornice riporta segni di usura compatibili con l'età e non presenta danni strutturali. La presenza di eventuali timbri o firme non è stata menzionata, ma la provenienza è tracciabile nel contesto artistico romano del XVII secolo.