TipologiaTime Live
Inizia 24 giu 2026, 22:00

Puccini, Giacomo; Zingarelli, Italo; Pareto, Vilfredo, Corrispondenza per I Giornali, Lettere e Carteggi (1920) Lotto

Corrispondenza per i giornali, lettere e carteggi
Corrispondenza per i giornali, lettere e carteggi
Corrispondenza per i giornali, lettere e carteggi
Numero Lotto30

Puccini, Giacomo; Zingarelli, Italo; Pareto, Vilfredo, Corrispondenza per I Giornali, Lettere e Carteggi (1920)

Corrispondenza per i giornali, lettere e carteggi in datazione indicativa 1920 (lotto composto da materiali epistolari e documenti associati a figure intellettuali e culturali del primo Novecento). Il nucleo principale è riferito al carteggio di Italo Zingarelli, con corrispondenza indirizzata e/o scambiata nell’ambito dei suoi rapporti professionali e culturali, in particolare con Giulio Benedetti e con Vilfredo Pareto; sono inoltre segnalate tre lettere e altri materiali di corrispondenza relativi a Giacomo Puccini. Completa l’insieme documentale una serie di carte postali e lettere, con date riconducibili al biennio 1920–1921 nel caso delle missive di Pareto, e corrispondenza databile agli anni Venti nell’area centro-orientale e della politica internazionale seguita da Zingarelli.

L’insieme risulta raccolto in varie cartelline e buste, a testimonianza della conservazione per nuclei tematici e corrispondenti. Dal punto di vista contenutistico, la documentazione include riscontri relativi a preparazione di articoli, spostamenti e osservazioni politiche e internazionali, oltre a riflessioni di carattere culturale e scientifico. Sono presenti lettere autografe, cartoline e ulteriori tipologie epistolari richiamate nelle note del lotto.

Stato di conservazione e presenza di elementi formali (firme, timbri, indicazioni specifiche di supporto o rotture) non risultano dettagliati nei dati forniti. Per quanto riferito, il materiale è conservato come archivio parziale; sono indicate anche relazioni tra gli interlocutori e il contesto di redazione dei testi richiamati. La datazione è espressa in modo indicativo nel lotto (1920, con estensione dell’insieme documentale indicata “fino a circa il 1970”).

Generato con Artness AI

AutorePuccini, Giacomo, Italo Zingarelli, Vilfredo Pareto
Stima4000 € - 6000 €
dettagli

Scheda Tecnica

Stima4000 € - 6000 €
Numero Lotto30
AutorePuccini, Giacomo, Italo Zingarelli, Vilfredo Pareto

Corrispondenza per i giornali, lettere e carteggi in datazione indicativa 1920 (lotto composto da materiali epistolari e documenti associati a figure intellettuali e culturali del primo Novecento). Il nucleo principale è riferito al carteggio di Italo Zingarelli, con corrispondenza indirizzata e/o scambiata nell’ambito dei suoi rapporti professionali e culturali, in particolare con Giulio Benedetti e con Vilfredo Pareto; sono inoltre segnalate tre lettere e altri materiali di corrispondenza relativi a Giacomo Puccini. Completa l’insieme documentale una serie di carte postali e lettere, con date riconducibili al biennio 1920–1921 nel caso delle missive di Pareto, e corrispondenza databile agli anni Venti nell’area centro-orientale e della politica internazionale seguita da Zingarelli.

L’insieme risulta raccolto in varie cartelline e buste, a testimonianza della conservazione per nuclei tematici e corrispondenti. Dal punto di vista contenutistico, la documentazione include riscontri relativi a preparazione di articoli, spostamenti e osservazioni politiche e internazionali, oltre a riflessioni di carattere culturale e scientifico. Sono presenti lettere autografe, cartoline e ulteriori tipologie epistolari richiamate nelle note del lotto.

Stato di conservazione e presenza di elementi formali (firme, timbri, indicazioni specifiche di supporto o rotture) non risultano dettagliati nei dati forniti. Per quanto riferito, il materiale è conservato come archivio parziale; sono indicate anche relazioni tra gli interlocutori e il contesto di redazione dei testi richiamati. La datazione è espressa in modo indicativo nel lotto (1920, con estensione dell’insieme documentale indicata “fino a circa il 1970”).

Titolo astaLibri e Manoscritti
Numero asta372
TipologiaTime Live
Casa d'astaFinarte
Inizia 24 giu 2026, 22:00

Datazione1920
NoteSpecialisticheItalo Zingarelli rimane ancora una figura decisamente poco nota nel panorama culturale italiano, conosciuto forse solo tra gli addetti ai lavori nel mondo del giornalismo. In realtà fu uno dei più autorevoli inviati italiani del Novecento, specializzato nell'Europa centro-orientale e nella politica internazionale, oltre che direttore di importanti quotidiani del dopoguerra. 

L’archivio che qui si presenta, parziale purtroppo, delinea una personalità poliedrica, vivace, acuta, attenta al mondo che lo circonda con un acume raro. Giovanissimo cronista de L'Ora di Palermo, nel 1912 passò al Corriere della Sera, che lo inviò come corrispondente all'estero. Negli anni Venti fu direttore de Il Secolo di Milano e successivamente inviato de La Stampa nell'Europa orientale, area di cui divenne uno dei maggiori conoscitori italiani. Una corposa cartella verde raccoglie la fitta corrispondenza databile 1926-1928 tra Zingarelli e Giulio Benedetti, dal 1926 condirettore del Secolo di Milano. E’ una corrispondenza quasi quotidiana, in cui Zingarelli dà conto degli articoli in preparazione, dei suoi spostamenti nel centro e ad est dell’Europa, delle questioni di politica internazionale che osserva dal suo osservatorio privilegiato di Vienna, dove vivrà dal 1918 al 1938. A differenza dei suoi colleghi italiani, il cui stile era tendenzialmente letterario e brillante, Zingarelli sviluppò una prosa analitica e logica, che bene si evince anche dalla presente corrispondenza.
“Quanto al viaggio in Russia, lo si potrebbe fare non appena il giornale lo volesse e, s’intende, nel caso che io non fossi trattenuto dalla faccenda militare [il rischio di essere chiamato in Italia per la leva obbligatoria]. Io vorrei fare della politica, ma non troppa, soltanto da Mosca e da Leningrado e andare poi a cercare della varietà nell’interno, o lungo il Volga, o in Ucraina, o magari verso la Siberia. (…)”.
Cercare la varietà: questo il senso del giornalismo per Zingarelli, aldilà del puntuale resoconto politico, la voglia di rappresentare un mondo e le sue contraddizioni. Il rigore giornalistico unito ad un sottile equilibrio diplomatico, che lo portava ad essere considerato a tutti gli effetti un “nostro” diplomatico a Vienna. E quando altri giornali, o il suo stesso, scrivono cose non vere, la sua reazione è furibonda: “Io però le debbo dire che siccome vivo e lavoro in questi paesi non posso assolutamente essere solidale col giornale quando avvengono simili sconci: l’autore della corrispondenza in questione ha detto cose fantastiche e bisogna invitarlo ad astenersi dal trattare in avvenire questioni che riguardino i miei paesi.”
Dei suoi paesi Zingarelli conosceva tutto, non solo a livello politico. Era il più profondo e stimato referente italiano in Austria e in centro Europa, per cui a lui e con lui tutti dovettero fare i conti. Alcune relazioni professionali furono decisamente più profonde e intense, una tra queste quella con l’attore Alexander Moissi. L'attore Alexander Moissi (in italiano anche Alessandro Moissi, in albanese Aleksandër Moisiu) fu una delle figure più celebri del teatro europeo tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento. Nato a Trieste nel 1879, allora parte dell'Impero austro-ungarico, era figlio di un commerciante albanese e di una madre arbëreshe di cultura italiana. Dopo gli inizi difficili al Burgtheater di Vienna, fu scoperto dal grande attore Josef Kainz, che ne intuì il talento e lo incoraggiò. Successivamente lavorò a Praga e soprattutto a Berlino sotto la guida del regista Max Reinhardt, diventando una delle stelle del teatro di lingua tedesca. Moissi rappresentò un ideale di attore europeo e internazionale. Fu ammirato in tutta Europa e negli Stati Uniti per la sua capacità di unire forza tragica e sensibilità poetica. Molti critici dell'epoca lo considerarono uno dei più grandi interpreti teatrali del suo tempo. Non aderì alle nuove correnti del teatro espressionista e politico degli anni Venti e Trenta, rimanendo legato a una concezione più umanistica e poetica dell'arte scenica. Dopo l'ascesa del nazismo lasciò la Germania e trascorse gli ultimi anni tra Austria, Italia e Albania. Morì nel 1935.
Profonda e intensa fu la relazione amicale tra Zingarelli e Moissi, databile agli inizi degli anni Venti e qui testimoniata da un corposo carteggio di centinaia di lettere. Zingarelli per un certo periodo funse quasi da agente di Moissi, introducendolo nel mondo teatrale italiano e presentandolo a personalità quali Puccini e Pirandello (che per lui scrisse un dramma).

Proprio di Giacomo Puccini ci sono tre belle lettere, una cartolina, un telegramma e due biglietti di inviti. In una delle lettere si lamenta con Zingarelli dell’assenza di copertura giornalistica rispetto alla sua tournée austriaca:
“Se Gabriele [D’Annunzio] digerisce poco bene l’organo magno lo dice e lo illustra. Se Toscanini alza il braccio, non il gomito, c’è la notizia anche diuturna con contorno variato e saporito. Questi non sono soffietti? Creda a me, è da anni che si sopprime, si tarpa. Ho tante prove! Milla volte sono stato all’estero (temporibus illis) per premieres anche di una certa importanza fu telegrafata e dai direttori dei teatri e dai corrispondenti – 90 su 100 soppresso, censurato, subito. Ora sono nell’età del così detto riconoscimento…. (…).” (Viareggio, 16 giugno 1923).
Meritano menzione, tra la varia corrispondenza conservata, 5 lettere e tre cartoline di Prezzolini, ma soprattutto va segnalata l’interessantissima corrispondenza con Vilfredo Pareto. Vilfredo Pareto è stato un economista, sociologo e ingegnere italiano, fondamentale per il pensiero europeo del Novecento grazie alla sua rivoluzionaria teoria delle élite e ai suoi contributi pionieristici nell'economia del benessere. La sua eredità intellettuale ha ridefinito le scienze sociali, influenzando profondamente la filosofia politica e la teoria economica contemporanea.
Qui si conservano 4 lettere di Pareto a Zingarelli, datate 1920-’21, e ben 9 cartoline postali sempre dello stesso biennio. La ragione della loro amicizia si lega alla prefazione che Pareto scrisse nel 1921 al volume di Zingarelli, Sotto la maschera del bolscevismo, pubblicato da Mondadori nel 1921 nella collana “Uomini fatti e idee del giorno”. L'accostamento tra i due non era casuale. Nel 1921 Pareto era ormai il più autorevole critico italiano del socialismo rivoluzionario e del bolscevismo. Zingarelli, che aveva seguito da vicino gli eventi dell'Europa centro-orientale come corrispondente, pubblicò questo pamphlet per analizzare la realtà sovietica e smontare quella che considerava la mitologia rivoluzionaria diffusa in Occidente. La prefazione di Pareto serviva a conferire autorevolezza teorica all'opera e si inseriva nel clima politico successivo al Biennio Rosso.
Sono lettere non banali, intense, concettuali, ricche di spunti e riflessioni tra due veri intellettuali.
“Sui giudizi, alcune volte, differiamo forse un poco, perché ella ci mette un lieve velo di sentimenti, che oggettivamente vorrei poter togliere. (…). Le parrà forse che ciò sia un cercare il pelo nell’uovo; ma invece, per me, sotto l’aspetto esclusivamente scientifico, è cosa di gran momento. Ecco, per esempio, oggi tutti i giornali borghesi in Italia manifestano gioia per le “vittorie” del “partito dell’ordine” nelle elezioni comunali e provinciali. Il sentimento mi spingerebbe a consentire con loro; ma la ragione mi ammonisce che eguale soddisfazione provarono i “liberali” al principio della Rivoluzione francese, ed in molti altri casi simili, fra i quali il recente della rivoluzione russa con il Kerensky. Oggi, in Italia, abbiamo il periodo Kerensky. Quanto durerà? Io vedo gli scogli verso i quali si avvia la nave; può darsi che l’ingegno del capitano la tragga in salvo, ma è poco probabile. All’apogeo della potenza di Napoleone I, si vedevano gli scogli dove poteva naufragare, si sperava che il “genio dell’Imperatore” valesse per scansarli. Non valse. (…).
Siamo al 12 novembre del 1920, appena due anni dopo nell’ottobre del 1922 un Partito salirà al potere…e questo finale Pareto sembra già adombrarlo qui.
A fianco di questi grandi personaggi della nostra storia del Novecento, ci sono corrispondenti di Zingarelli ora meno noti, ma di sicuro rilevanti e preziosi per ricostruire cosa è stata la sua figura di giornalista, scrittore e intellettuale vissuto al centro dell’Europa e al centro della Storia.