TipologiaLive
Inizia 1 dic 2025, 23:00

Antonio DI Benedetto degli Aquili, Detto Antoniazzo Romano, Cristo Coronato DI Spine, Olio su Tavola Lotto

Cristo coronato di spine
Cristo coronato di spine
Cristo coronato di spine
Cristo coronato di spine
Numero Lotto194

Antonio DI Benedetto degli Aquili, Detto Antoniazzo Romano, Cristo Coronato DI Spine, Olio su Tavola

Attribuito ad Antonio di Benedetto degli Aquili, noto come Antoniazzo Romano (attivo a Roma tra il 1460 e il 1508), quest'opera in olio su tavola, con dimensioni di cm 37,5x27 (cornice cm 71x59), rappresenta un esempio significativo del Rinascimento romano prima dell'arrivo di Raffaello. La composizione evidenzia la maestria dell'autore nella traduzione di modelli medievali in un linguaggio umanistico, rivelando la raffinata spiritualità propria della sua produzione.

Il volto di Cristo, caratterizzato da un modellato morbido e una malinconica compostezza, manifesta l'impronta del maestro. La fusione tra ieraticità bizantina e grazia umanistica del Quattrocento romano è realizzata attraverso una calibrata modulazione dei toni caldi dell'incarnato e l'uso misurato dell'oro. L'iconografia del Redentore si rifà al modello dell'icona Acheropita del Sancta Sanctorum, mostrando forti legami con la bottega di Antoniazzo.

L'opera si distingue per la rara rappresentazione della corona di spine, conferendo al volto del Redentore un'intensità drammatica che è inconsueta nei suoi lavori, mentre le lettere dorate sul colletto aggiungono un valore ornamentale. La conservazione è buona, con restauri eseguiti circa 30 anni fa. L'attribuzione ad Antoniazzo e collaboratori è stata confermata dalla Prof.ssa Anna Cavallaro.

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AutoreAntonio DI Benedetto degli Aquili, Detto Antoniazzo Romano e Collaboratori
Stima4000 € - 6000 €
dettagli

Scheda Tecnica

Stima4000 € - 6000 €
Numero Lotto194
AutoreAntonio DI Benedetto degli Aquili, Detto Antoniazzo Romano e Collaboratori

Attribuito ad Antonio di Benedetto degli Aquili, noto come Antoniazzo Romano (attivo a Roma tra il 1460 e il 1508), quest'opera in olio su tavola, con dimensioni di cm 37,5x27 (cornice cm 71x59), rappresenta un esempio significativo del Rinascimento romano prima dell'arrivo di Raffaello. La composizione evidenzia la maestria dell'autore nella traduzione di modelli medievali in un linguaggio umanistico, rivelando la raffinata spiritualità propria della sua produzione.

Il volto di Cristo, caratterizzato da un modellato morbido e una malinconica compostezza, manifesta l'impronta del maestro. La fusione tra ieraticità bizantina e grazia umanistica del Quattrocento romano è realizzata attraverso una calibrata modulazione dei toni caldi dell'incarnato e l'uso misurato dell'oro. L'iconografia del Redentore si rifà al modello dell'icona Acheropita del Sancta Sanctorum, mostrando forti legami con la bottega di Antoniazzo.

L'opera si distingue per la rara rappresentazione della corona di spine, conferendo al volto del Redentore un'intensità drammatica che è inconsueta nei suoi lavori, mentre le lettere dorate sul colletto aggiungono un valore ornamentale. La conservazione è buona, con restauri eseguiti circa 30 anni fa. L'attribuzione ad Antoniazzo e collaboratori è stata confermata dalla Prof.ssa Anna Cavallaro.

Titolo astaImportanti Dipinti Antichi | Opere Provenienti da una Storica Collezione Romana e Altre Prestigiose Committenze
Numero asta195
TipologiaLive
Casa d'astaArcadia
Inizia 1 dic 2025, 23:00

BibliografiaBibliografia di riferimento:
A. Cavallaro, Antoniazzo Romano pittore “dei migliori che fussero allora in Roma”, in
Antoniazzo Romano ‘pictor urbis’, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Barberini, 1
novembre 2013-2 marzo 2014), a cura di A. Cavallaro, S. Petrocchi, Cinisello Balsamo,
Silvana Editore, 2013, pp. 20-47.
Dimensionicm 37,5x27 - con cornice cm 71x59
Provenienzagià collezione Lupi; collezione privata, Roma
Tecnicaolio su tavola