Davide con la testa di Golia
Il dipinto è in prima tela. Questa tela inedita di superba qualità, ancora in cerca del suo autore, mostra una trama di riferimenti particolarmente articolata e affascinante. Echi di naturalismo caravaggesco si combinano originalmente, infatti, con l'eleganza classicista di Guido Reni, ma anche con meditate suggestioni da Lanfranco, Simon Vouet e Claude Vignon. La cifra stilistica dominante risiede nell'eleganza astratta della figura di David, sfarzosamente abbigliato come un damerino in procinto di recarsi a una festa, e nella sua espressione misteriosa e stranamente distaccata rispetto all'evento efferato di cui si è appena reso protagonista, esplicitato dalla testa mozza di Golia poggiata su un ripiano. La trama di elementi stilistici, espressivi e compositivi che si fondono nel dipinto, abbinati a un alto magistero disegnativo e a un gusto ricercato per la pittura rifinita e le forme levigate, conducono verso alcuni dei migliori artisti attivi a firenze tra il quarto e il sesto decennio del Seicento: Cesare e Vincenzo Dandini, Carlo Dolci e Baldassare Franceschini detto il Volterrano.