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Volume membranaceo in volgare, riconducibile a un “Libro d’Ore” intitolato De nostra Donna loffitio, databile alla seconda metà del XV secolo (1470). Presenta complessivamente 220 carte, con formato 110 x 80 mm, e impianto decorativo e scrittorio di carattere gotico, con testo in nero e rosso. Le iniziali risultano grandi e piccole, filigranate, alternatamente in rosso e turchino, con richiami ai quaderni. L’esemplare è privo delle prime 4 carte del Calendario, cronologicamente di poco successivo; sono inoltre segnalate leggere macchie.
Il contenuto include: c. 4r, De nostra donna loffitio comenca secondo la romana convenenca; cc. 121v-122r, Canti zoiosi e dolze melodia (laude trascritta in corsivo da mano diversa ma coeva); cc. 123r-180r, Lo offitio di morti secondo la consuetudine de la corte Romana; cc. 181r-198v, Chi si comenca i psalmi penitentiale per vulgare; cc. 199r-218v, La passione de mes. Yhesu christo; cc. 219r-220v, Verbu caro facto est de virgine Maria.
La legatura è moderna in piena pelle marrone in stile antico, dotata di fermagli e angolari. La descrizione rileva la presenza di testi interamente in volgare, elemento indicato come di notevole rarità.
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Volume membranaceo in volgare, riconducibile a un “Libro d’Ore” intitolato De nostra Donna loffitio, databile alla seconda metà del XV secolo (1470). Presenta complessivamente 220 carte, con formato 110 x 80 mm, e impianto decorativo e scrittorio di carattere gotico, con testo in nero e rosso. Le iniziali risultano grandi e piccole, filigranate, alternatamente in rosso e turchino, con richiami ai quaderni. L’esemplare è privo delle prime 4 carte del Calendario, cronologicamente di poco successivo; sono inoltre segnalate leggere macchie.
Il contenuto include: c. 4r, De nostra donna loffitio comenca secondo la romana convenenca; cc. 121v-122r, Canti zoiosi e dolze melodia (laude trascritta in corsivo da mano diversa ma coeva); cc. 123r-180r, Lo offitio di morti secondo la consuetudine de la corte Romana; cc. 181r-198v, Chi si comenca i psalmi penitentiale per vulgare; cc. 199r-218v, La passione de mes. Yhesu christo; cc. 219r-220v, Verbu caro facto est de virgine Maria.
La legatura è moderna in piena pelle marrone in stile antico, dotata di fermagli e angolari. La descrizione rileva la presenza di testi interamente in volgare, elemento indicato come di notevole rarità.
| Datazione | 1470 |
| NoteSpecialistiche | I Libri d'Ore sono volumi di preghiere personali, molto diffusi nell’Europa medievale, particolarmente nel tardo Medioevo e nel Rinascimento. Contengono un calendario liturgico, salmi, antifone e altre preghiere per scandire le ore canoniche della giornata. Nel XV secolo, l’Italia vive un periodo di grande fermento culturale e artistico, grazie all’Umanesimo e all’avvio del Rinascimento. Anche i Libri d’Ore riflettono questo clima, passando da semplici raccolte di testi sacri a opere d’arte, illustrate con miniature preziose e decorazioni ricche. Ricoprono una funzione di guida per la preghiera quotidiana, destinata principalmente ai laici, spesso nobili o borghesi ricchi. Sono libri piccoli e tascabili, prodotti spesso su pergamena, per un uso personale. Solitamente decorati con miniature a colori vivaci, con dettagli naturalistici e figurazioni sacre. In Italia, soprattutto nelle corti ricche del Nord e del Centro, erano arricchiti da influssi bizantini e gotici, ma anche da stili rinascimentali emergenti. La lingua predominante rimane il latino, a volte accompagnata da brevi testi in volgare italiano. In questo caso, tutto il testo è in volgare e costituisce una notevole rarità. |