


L'opera, attribuita a Orazio Riminaldi (1593 - 1630), è un dipinto ad olio su tela di dimensioni 52x38 cm, databile attorno al 1615. Essa rappresenta la scena di Dedalo e Icaro, ispirata alle Metamorfosi di Ovidio, colti nel momento in cui il padre applica al figlio le ali artificiali.
La composizione denota una forte carica narrativa, tipica della sensibilità seicentesca, utilizzando il mito come allegoria della hybris dell’uomo, mentre la resa chiaroscurale rivela influssi caravaggeschi, evidenti nella costruzione anatomica delle figure.
Il dipinto è caratterizzato da un'interpretazione luministica della postura di Icaro, paragonabile ad altre opere dell'artista, come il San Giovanni Evangelista e la Salomè con la testa del Battista. L'opera si presenta in buone condizioni e accompagnata da un'expertise del prof. Pierluigi Carofano, che sottolinea la sua importanza nell'ambito della produzione giovanile di Riminaldi.
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