| Bibliografia | Opera iconica e rivoluzionaria, Depero futurista è unanimemente considerata una delle massime espressioni del futurismo italiano e, più in generale, una pietra miliare nella storia del libro d'artista e del graphic design del XX secolo. Universalmente conosciuto come Imbullonato, per la sua inconfondibile e provocatoria rilegatura – due grossi bulloni con coppiglie progettati da Fedele Azari – il volume sfida radicalmente le convenzioni editoriali dell'epoca, affermandosi come oggetto d’arte totale, manifesto tridimensionale della modernità e del pensiero futurista, che può essere, significativamente, "smontato e rimontato". Fortemente visivo, Depero Futurista rappresenta «un punto nodale e di svolta dell'editoria futurista, prototipo di tutta una serie di sperimentazioni tipografiche che caratterizzeranno il Novecento europeo e anticipatore, in un certo senso, del libro-oggetto contemporaneo» (Cantieri, Bibliohaus, n. 28, aprile–giugno 2014, p. 3). Formalmente edito dalla Dinamo-Azari nel 1927, fu in realtà stampato presso la modesta tipografia Mercurio di Rovereto. È, come osserva la critica, «una delle icone tipografico-editoriali del Novecento europeo, punto di svolta delle innovazioni tipo-grafiche del Futurismo, summa della creatività del suo Autore [...] così come del suo editore-ideatore, Fedele Azari [...]» (Cantieri, cit., p. 7). Concepito come un libro-macchina, è «il portabandiera dei libri taglienti, esplosivi e luminosi, icona della modernità urlante novecentesca» (Cantieri, cit., p. 16). Non segue una struttura narrativa tradizionale, ma si presenta come un collage dinamico e sperimentale, in cui convivono scenografia teatrale, grafica industriale, illustrazione, pubblicità e design. Il testo si articola su carte di vario formato, grammatura e colore; le parole si dispongono in direzioni non convenzionali - in diagonale, a spirale, a blocchi geometrici - e le lettere variano per dimensione e peso, contribuendo a un linguaggio visivo che anticipa il moderno graphic design e reinventa radicalmente lo strumento tipografico. L'opera ha inoltre un forte valore teorico e programmatico. Rappresenta una sintesi efficace della poetica di Depero ed è anche un eccellente esempio di autopromozione. L'artista la concepì, infatti, come un portfolio completo, da utilizzare per promuovere la propria attività all'estero, in particolare durante il soggiorno a New York nel 1928. Depero futurista «rappresenta il fulcro della rivoluzione tipografica futurista, vanto della ‘Tipografia Mercurio’, la più modesta delle tipografie roveretane, che lo stamparono su una pesante macchina piano-cilindrica in ghisa, acciaio e legno», conferendo all’opera «un solido aspetto artigianale, che in qualche modo la rende molto meno ‘meccanica’ di quanto si pretende» (Cantieri, cit., pp. 17–18). Per usare le parole di Nicoletta Boschiero, il Depero futurista è « [...] una delle copie più alte concepite dall'avanguardia di questo secolo. Forse la più importante di Depero, per provocazione e qualità. Non si sarebbe potuto realizzare che a mano, direttamente in tipografia e in una piccola tipografia all'antica» (Cantieri, cit., pp. 19–20). I costi di produzione furono elevati e includevano anche l'assemblaggio manuale di ogni copia, effettuato con cura artigianale. In definitiva, l'opera è «[...] anche il trionfo della provincia italiana operosa e modesta, dove maestranze spesso anonime, ma di grande capacità e talento riescono a realizzare un libro-oggetto di grande bellezza e complessità tecniche, un unicum assoluto» (Cantieri, cit., p. 20). |
| Frontespizio | Milano: Dinamo Azari, 1927. |
| Intestazione | Il celeberrimo Imbullonato «[...] il libro più originale, più potente e più futurista che sia mai apparso nel mondo», qui impreziosito dalla firma autografa di Felice Azari |
| LuoghiEd | Milano |
| NumeroBeni | 1 |