


L'opera, attribuita a Bartolomeo Schedoni (1578-1615), è un dipinto eseguito in olio su tela con dimensioni di cm 114x134. La datazione è collocabile intorno al 1614 e l'opera è presumibilmente un bozzetto preparatorio per una versione finale destinata al convento cappuccino di Fontevivo (Parma), attualmente conservata presso la Galleria Nazionale di Parma.
La composizione esprime una drammatica intensità emotiva, evidenziata da un'attenta modulazione delle luci e delle ombre, in linea con le tecniche chiaroscurali apprese dall'artista, che riflettono l'influenza del Caravaggio. Dettagli quali la pennellata sfrangiata, i delicati tratti dei volti e le dinamiche pose dei personaggi contribuiscono all'impatto visivo dell'opera.
Il dipinto presenta diverse caratteristiche stilistiche che suggeriscono una sua autorialità diretta, tra cui la realizzazione minuziosa dei volti e la complessità anatomica delle figure. Il restaurato nel quale è stato sottoposto, tra il 1987 e il 1988, ha permesso una migliore fruizione delle sfumature caratteristiche dell'artista, rivelando dettagli di grande qualità. L'opera è attualmente in ottime condizioni di conservazione e rappresenta una testimonianza significativa della pratica artistica del maestro modenese.
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L'opera, attribuita a Bartolomeo Schedoni (1578-1615), è un dipinto eseguito in olio su tela con dimensioni di cm 114x134. La datazione è collocabile intorno al 1614 e l'opera è presumibilmente un bozzetto preparatorio per una versione finale destinata al convento cappuccino di Fontevivo (Parma), attualmente conservata presso la Galleria Nazionale di Parma.
La composizione esprime una drammatica intensità emotiva, evidenziata da un'attenta modulazione delle luci e delle ombre, in linea con le tecniche chiaroscurali apprese dall'artista, che riflettono l'influenza del Caravaggio. Dettagli quali la pennellata sfrangiata, i delicati tratti dei volti e le dinamiche pose dei personaggi contribuiscono all'impatto visivo dell'opera.
Il dipinto presenta diverse caratteristiche stilistiche che suggeriscono una sua autorialità diretta, tra cui la realizzazione minuziosa dei volti e la complessità anatomica delle figure. Il restaurato nel quale è stato sottoposto, tra il 1987 e il 1988, ha permesso una migliore fruizione delle sfumature caratteristiche dell'artista, rivelando dettagli di grande qualità. L'opera è attualmente in ottime condizioni di conservazione e rappresenta una testimonianza significativa della pratica artistica del maestro modenese.
| Dimensioni | cm. 114x134 |
| Tecnica | Olio su tela |