

Opera attribuita a Francesco Saverio Grue, caratterizzata da un tondo in maiolica di Castelli con un diametro di cm 28 e cornice coeva in legno dorato ed ebanizzato, misura complessiva cm 40. L'opera è databile all'ultima decade del XIX secolo.
La pittura di Grue riflette l'eredità della tradizione ceramica abruzzese, realizzando opere con riferimenti iconografici pregnanti. Il suo stile combina elementi di eleganza e complessità formale. L'oggetto, che testimonia un'eccellente maestria artigianale, presenta colori vividi e un delicato equilibrio compositivo.
Il pezzo è in buono stato di conservazione. Si segnala che l'autore, figlio del ceramista Castellano Francesco Antonio Saverio, visse a Napoli e contribuì alla produzione di vasellame presso la Real Fabrica di Caserta tra il 1754 e il 1755. Per ulteriori approfondimenti, si rimanda al volume di Guido Donatone.
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Opera attribuita a Francesco Saverio Grue, caratterizzata da un tondo in maiolica di Castelli con un diametro di cm 28 e cornice coeva in legno dorato ed ebanizzato, misura complessiva cm 40. L'opera è databile all'ultima decade del XIX secolo.
La pittura di Grue riflette l'eredità della tradizione ceramica abruzzese, realizzando opere con riferimenti iconografici pregnanti. Il suo stile combina elementi di eleganza e complessità formale. L'oggetto, che testimonia un'eccellente maestria artigianale, presenta colori vividi e un delicato equilibrio compositivo.
Il pezzo è in buono stato di conservazione. Si segnala che l'autore, figlio del ceramista Castellano Francesco Antonio Saverio, visse a Napoli e contribuì alla produzione di vasellame presso la Real Fabrica di Caserta tra il 1754 e il 1755. Per ulteriori approfondimenti, si rimanda al volume di Guido Donatone.
| Datazione | ultima decade del XIX secolo |
| Dimensioni | diametro cm 28; diametro con cornice cm 40 |