



Luigi Pirandello, Due lettere dattiloscritte autografe con firma, indirizzate all’attore Alexander Moissi, datate Roma 24 settembre 1934 (prima lettera, due pagine fitte) e Roma 13 ottobre 1934 (seconda lettera, una pagina). Il testo è riportato su carta intestata “Reale Accademia d’Italia”, come indicato nella descrizione del lotto. Le lettere sono accomunate dall’intervento epistolare di Pirandello in relazione alla messa in scena del dramma “Non si sa come”, con puntuali precisazioni sul senso dell’opera e sulle argomentazioni sollecitate dalle osservazioni dell’interprete.
Dal punto di vista contenutistico, la documentazione restituisce il nucleo tematico legato all’“enigma della colpa” e alla responsabilità problematica, con articolazioni discorsive che chiariscono la concezione teatrale dell’autore. La prima lettera presenta una trattazione estesa e dettagliata; la seconda integra ulteriori riferimenti nel proseguimento della corrispondenza. L’aspetto formale risulta coerente con il supporto dattiloscritto, mentre la presenza della firma autografa di Pirandello conferisce valore documentale all’insieme.
Le misure complessive indicate per il lotto sono 215 x 168 mm. Lo stato di conservazione non è descritto nei dati disponibili. Non risultano riportate ulteriori informazioni tecniche relative a timbri, firme aggiuntive o specifiche di archiviazione oltre alla carta intestata e alla datazione.
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Luigi Pirandello, Due lettere dattiloscritte autografe con firma, indirizzate all’attore Alexander Moissi, datate Roma 24 settembre 1934 (prima lettera, due pagine fitte) e Roma 13 ottobre 1934 (seconda lettera, una pagina). Il testo è riportato su carta intestata “Reale Accademia d’Italia”, come indicato nella descrizione del lotto. Le lettere sono accomunate dall’intervento epistolare di Pirandello in relazione alla messa in scena del dramma “Non si sa come”, con puntuali precisazioni sul senso dell’opera e sulle argomentazioni sollecitate dalle osservazioni dell’interprete.
Dal punto di vista contenutistico, la documentazione restituisce il nucleo tematico legato all’“enigma della colpa” e alla responsabilità problematica, con articolazioni discorsive che chiariscono la concezione teatrale dell’autore. La prima lettera presenta una trattazione estesa e dettagliata; la seconda integra ulteriori riferimenti nel proseguimento della corrispondenza. L’aspetto formale risulta coerente con il supporto dattiloscritto, mentre la presenza della firma autografa di Pirandello conferisce valore documentale all’insieme.
Le misure complessive indicate per il lotto sono 215 x 168 mm. Lo stato di conservazione non è descritto nei dati disponibili. Non risultano riportate ulteriori informazioni tecniche relative a timbri, firme aggiuntive o specifiche di archiviazione oltre alla carta intestata e alla datazione.
| Datazione | 1934 |
| NoteSpecialistiche | Collaboratore e interprete chiave, Moissi fu tra i grandi attori europei che avvicinarono presto Pirandello al pubblico di lingua tedesca. "L'unico dramma possibile è quello, spoglio necessariamente d'ogni drammaticità interiore, dell'accettazione della vita qual'è, dopo l'avvertimento, come un ammonizione per tutti, della sua misteriosa terribilità, che per un momento ha scosso dalle fondamenta l'esistenza dei personaggi." La sua fama internazionale e il suo stile “tragico-lirico” contribuirono a diffondere i testi pirandelliani fuori d’Italia, specie negli anni Venti. Moissi interpretò più volte personaggi delle opere di Pirandello. In area austro-tedesca è ricordato per allestimenti dei drammi “metateatrali” (dal ciclo del “teatro nel teatro”) e per la frequentazione dei testi pirandelliani nelle sue tournée. La sua recitazione intensa e musicale (celebre la dizione) venne ritenuta particolarmente adatta alla tensione psicologica e alla dimensione di “maschere” e identità scisse tipiche di Pirandello. Le testimonianze critiche dell’epoca ricordano l’attenzione di Pirandello per Moissi come interprete capace di restituire la “corda tragica” sotto la superficie comica o paradossale; in varie sintesi biografiche su Moissi si menziona l’“incontro” con Pirandello come tappa importante della sua carriera. Anche la ricezione coeva (recensioni e cronache teatrali) sottolineò il valore delle sue interpretazioni pirandelliane. Il rapporto tra i due si colloca negli anni 1910–1930, periodo in cui Pirandello impone in Europa i suoi drammi (Sei personaggi in cerca d’autore, 1921; Ciascuno a suo modo, 1924; Questa sera si recita a soggetto, 1930) mentre Moissi, già star del teatro di area tedesca, porta in scena autori moderni (tra cui Pirandello) con grande risonanza critica e di pubblico. Le due lettere in questione riguardano la messa in scena del dramma Non si sa come di Pirandello. L'opera venne composta da Pirandello quasi di getto tra la fine di luglio e il settembre del 1934, durante un periodo di villeggiatura trascorso a Castiglioncello. In una celebre intervista rilasciata pochi mesi dopo aver licenziato l’opera, Pirandello suggerì una chiave di lettura privilegiata per il testo: «Il delitto appartiene alla natura, ma il momento veramente drammatico è quello della giustizia ed è tanto più drammatico quanto più il tribunale è invisibile, cioè nella coscienza». Ispirata dalle novelle Nel gorgo (1913), Cinci (1932) e La realtà del sogno (1914), ed ideata per essere interpretata dall'attore austriaco di origini italo-albanesi Alexander Moissi, che però morì il 23 marzo 1935, prima della messa in scena, la prima assoluta fu a Praga nel dicembre del 1934, mentre in Italia debuttò con la Compagnia Ruggero Ruggeri il 13 dicembre 1935 al Teatro Argentina di Roma. Nella prima delle due lettere, Pirandello puntualizza - con una lunga e raffinata argomentazione - il senso e il valore dell'opera. Rispondendo alle obiezioni di Moissi, Pirandello entra nel cuore della pièce e ci illumina anche sul suo fare teatro e sulla poetica di quegli anni. Al centro della scena l’enigma della colpa: come può un uomo “innocente” compiere un atto orrendo senza volerlo davvero, e come questa frattura invisibile distrugga vite e relazioni. Una tragedia della responsabilità problematica. Pirandello smonta l’idea che basti “voler bene ed essere onesti” per garantire il bene: l’io è instabile, la coscienza intermittente, la colpa può nascere dove la ragione non arriva. |