| AltreInformazioni | Della stessa levatura artistica del Bigari, del Monti e del Torelli, con i quali mostra notevoli affinità stilistiche, il Marchesi è stato un importante esponente del secondo Barocco bolognese. Pittore di pale d'altare in varie chiese di Bologna, di affreschi nella Chiesa di Santa Maria in Galliera, si distinse tuttavia nei dipinti di committenza privata sia di soggetto biblico, come nella Giuditta e Oloferne della Pinacoteca Nazionale di Bologna, sia di soggetto classico, come il Ratto di Elena, Bologna, e Le quattro Stagioni, Londra (già Agnew). Questi due dipinti, in cui si ritrovano le tipiche ricercatezze del Sansone, denotano che l'artista si era "già pienamente aggiornato sulle opere di Sebastiano Ricci", come indicato da Nicosetta Roio (1989). |
| Bibliografia | Renato Roli, Per la pittura del Settecento a Bologna: Giuseppe Marchesi, in Paragone Arte, anno XXII, n. 261, novembre 1971, p. 23, tavv. 28, 29; Renato Roli, Pittura bolognese 1650-1800. Dal Cignani ai Gandolfi, Edizione Alfa, Bologna, 1977, pp. 104, 275, nn. 250c, 250d; Arte emiliana dalle raccolte storiche al nuovo collezionismo, a cura di Graziano Manni, Emilio Negro, Massimo Pirondini, saggio introduttivo di Federico Zeri, Banca Popolare dell'Emilia, Artioli, Modena, 1989, pp. 213, 214, nn. 180, 181 (scheda a cura di Nicosetta Roio); La pittura bolognese del '700, a cura di Adriano Cera, Longanesi & C., Milano, 1994, nn. 5, 6. |
| Dimensioni | cm 91,5x60 ognuno (ovali) |
| Tecnica | Olio su tela |