ERCOLE I D'ESTE (1471 - 1505) - Testone, s.d., Ferrara.
Dritto: Testa nuda rivolta a destra; - Rovescio: L'Idra di Lerna su tizzoni ardenti.MIR 255. Ravegnani Morosini 4. Raro.Di buona qualità. Usuali rugosità di conio. BB/q.SPL. Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta. Sul rovescio di questo testone dedicato a Ercole I d’Este compare una delle figure più inquietanti del mito classico: l’Idra di Lerna. Si tratta di una creatura mostruosa dall’aspetto serpentiforme, tradizionalmente rappresentata con sette o nove teste, di cui una sola eterna, e dotata di un veleno letale. Secondo la leggenda, fu allevata da Era, consorte di Zeus, con l’intento di eliminare Ercole. L’eroe riuscì tuttavia a prevalere durante la sua seconda impresa grazie all’ingegno e al supporto del nipote Iolao: dopo aver reciso le teste destinate a ricrescere, ne bruciò i colli per impedirne la rigenerazione e infine nascose quella immortale sotto un enorme masso.Le fonti dell’epoca collocano l’emissione della moneta tra il 1492 e il 1493, in un momento cruciale per la città di Ferrara, coincidente con l’avvio dell’Addizione Erculea. Questo ambizioso progetto, voluto da Ercole I e affidato all’architetto Biagio Rossetti, prevedeva l’espansione urbana verso settentrione. L’immagine del mostro a sette teste, già utilizzata come simbolo da Borso d’Este, assume qui un valore allegorico: rappresenta la malaria che affliggeva le aree paludose attorno alla città, successivamente risanate proprio grazie agli interventi legati all’Addizione.