
Vittorio Osvaldo Tommasini, noto con lo pseudonimo “Farfa”, Farfa il futurista: raro catalogo relativo alla mostra personale dell’artista, tenutasi alla Galleria Blu di Milano nel febbraio 1959. L’esemplare presenta copertina con impianto grafico caratterizzato da una macchia rossa di andamento organico e da lettering in stile futurista, eseguito in nero. Il volume risulta inoltre impreziosito da dedica autografa dell’artista sul frontespizio.
La dedica è datata 4 marzo 1964 ed è vergata in inchiostro verde-azzurro, secondo quanto indicato nella documentazione di corredo. Il testo manoscritto recita: “a Milena Milani che esprime sempre ciò che ha nel sentire”. La formulazione e la presenza dell’iscrizione conferiscono al documento un valore testuale e documentario, collegandolo alle relazioni dell’artista nell’ambito dell’ambiente culturale del dopoguerra. La composizione tipografica e l’impostazione cromatica della copertina richiamano la grammatica visiva del futurismo e la ricerca grafica di area futurista.
Per lo stato di conservazione si segnala una lieve alterazione cromatica con ingiallimento ai bordi della copertina e angoli leggermente arrotondati; l’interno risulta pulito. Non risultano ulteriori dettagli su firma, timbri o provenienze oltre alla dedica autografa indicata. Il lotto include un esemplare da considerarsi come cimelio editoriale legato all’evento espositivo del 1959.
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Vittorio Osvaldo Tommasini, noto con lo pseudonimo “Farfa”, Farfa il futurista: raro catalogo relativo alla mostra personale dell’artista, tenutasi alla Galleria Blu di Milano nel febbraio 1959. L’esemplare presenta copertina con impianto grafico caratterizzato da una macchia rossa di andamento organico e da lettering in stile futurista, eseguito in nero. Il volume risulta inoltre impreziosito da dedica autografa dell’artista sul frontespizio.
La dedica è datata 4 marzo 1964 ed è vergata in inchiostro verde-azzurro, secondo quanto indicato nella documentazione di corredo. Il testo manoscritto recita: “a Milena Milani che esprime sempre ciò che ha nel sentire”. La formulazione e la presenza dell’iscrizione conferiscono al documento un valore testuale e documentario, collegandolo alle relazioni dell’artista nell’ambito dell’ambiente culturale del dopoguerra. La composizione tipografica e l’impostazione cromatica della copertina richiamano la grammatica visiva del futurismo e la ricerca grafica di area futurista.
Per lo stato di conservazione si segnala una lieve alterazione cromatica con ingiallimento ai bordi della copertina e angoli leggermente arrotondati; l’interno risulta pulito. Non risultano ulteriori dettagli su firma, timbri o provenienze oltre alla dedica autografa indicata. Il lotto include un esemplare da considerarsi come cimelio editoriale legato all’evento espositivo del 1959.