Giampiccoli, Giuliano e Giovanni Battista Tiepolo. Tabulas a Marco Ricci Auctore. Venezia, Viero, 1775.
Splendida e rarissima serie di incisioni, ai vertici di raffinatezza della produzione veneziana settecentesca Giampiccoli, Giuliano e Giovanni Battista Tiepolo. Tabulas a Marco Ricci Auctore. Venezia, Viero, 1775. In folio (485 x 345 mm). 48 tavole a piena pagina incise in rame da Giampiccoli da originali di Marco Ricci, divise in quattro gruppi di dodici stampe, ciascun gruppo con proprio frontespizio (leggera macchia al margine bianco di una tavola, marginale foro di tarlo.) Legatura coeva in mezza pelle marrone con angoli (stanca). Il corpus di incisioni, concepito originariamente come tre serie di diciotto paesaggi ciascuna, fu successivamente riorganizzato in quattro serie, assetto con cui è oggi generalmente noto. I soggetti sono ricondotti a Marco Ricci, mentre l’esecuzione incisoria è affidata a Giovanni Battista Giampiccoli, con l’intervento di Giovanni Battista Tiepolo per l’aggiunta delle figure. La collaborazione tra i due risulta particolarmente significativa, mettendo in relazione un incisore di solida professionalità, seppur non di primo piano, e uno dei maggiori pittori del Settecento, che si confronta qui con la pratica incisoria senza una precedente esperienza diretta. I frontespizi delle prime edizioni, su invenzione di Gerolamo Mengozzi Colonna, furono incisi da Giampiccoli, ad eccezione delle lunette dei timpani, eseguite e firmate dal Tiepolo, e recano dediche ad Anton Maria Zanetti e al console britannico a Venezia Joseph Smith. L’edizione Zucconi pubblicò soltanto due delle tre serie originariamente previste, per un totale di trentasei tavole con i relativi frontespizi, mentre la terza, pur completata, non fu data alle stampe, come attestato da un inventario di bottega che la giudica “inutile”. Le lastre rimaste inutilizzate si conservarono tuttavia in larga parte e furono recuperate alcuni decenni più tardi da Viero, che ne impiegò dodici, portando il totale a quarantotto incisioni. Il materiale fu quindi redistribuito in quattro serie: due precedute da nuovi frontespizi incisi da Giovanni David e dedicati al conte Durazzo, e due corredate dai frontespizi originari, adattati per l’occasione. Particolarmente significativa è la diversa considerazione del ruolo di Tiepolo nelle due edizioni: se nella Zucconi il suo nome compare soltanto marginalmente, nelle lunette dei frontespizi e in caratteri minuti, sarà Viero a valorizzarne l’intervento, aggiungendo alla base di quaranta delle quarantotto tavole l’iscrizione “Io. Bapt. Theupolus figuras addidit”. La complessa vicenda editoriale, che coinvolge figure quali lo stesso Ricci, Zanetti, Smith e Tiepolo, pone rilevanti questioni interpretative. In particolare, la scelta dell’incisore bellunese e la dinamica delle collaborazioni trovano una più coerente spiegazione se si anticipa la datazione dell’impresa agli anni precedenti il 1730, ovvero all’ultima fase dell’attività di Marco Ricci. Magnificent and exceedingly rare series of engravings, among the finest expressions of refinement in eighteenth-century Venetian printmaking