





L'opera, attribuita a Guido Reni (1575-1642), è un dipinto ad olio su tela di dimensioni cm. 211x190, presentato con cornice. Data alla prima metà del XVII secolo, essa illustra un episodio biblico dalla Genesi (39,7-18), raffigurando il momento in cui Giuseppe, giovane schiavo ebreo, fugge dalla moglie di Putifarre che tenta di sedurlo.
L'opera si caratterizza per la sua eleganza compositiva e la forte carica narrativa, esemplificando lo stile raffinato di Reni. Dotata di una straordinaria qualità pittorica e accuratezza esecutiva, si distingue per l'uso sapiente della luce e del colore, tipico dell'autore. La tela, accompagnata dalle expertise di noti esperti, ha subito un'analisi chimica che ha confermato la congruenza dei pigmenti con la cronologia proposta.
Al retro, la tela presenta un'iscrizione a pennello: "GRF". Si segnala la provenienza da illustri collezioni, tra cui quella del Conte Luigi Tadini e della Principessa Tina Soncini Massari. Al di là del contributo di Reni, vi è la possibilità dell'apporto di Giovanni Giacomo Sementi, uno dei suoi allievi, a conferma della complessità attribuzionale di quest'opera.
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