



Guglielmo Becchi, agostiniano fiorentino, è autore del «Commentum in libros Yconomicorum Aristotielis», datato 1467 (xx Julii), come attestato dal colophon: «Guililemi Becchij Generalis Augustinensiurum Comentum super libris Yconomicorum Aristotielis feliciter explicit Anno dni M° cccc°lxvij° xx Julii». Il manoscritto è un codice umanistico su pergamena, vergato da un’unica mano in corsiva umanistica. Si compone di 6 fascicoli di 8 carte ciascuno, con l’ultimo di sette carte e ulteriori 4 bianche finali, per un totale di 43 carte. Le dimensioni sono 198 × 143 mm.
L’apparato decorativo comprende alla prima carta una lettera P di impostazione elegante, con ornati in oro e colori, festoni laterali e rubriche in rosso. In basso è presente uno stemma nobiliare su fondo rosso: una fascia d’oro doppiomerlata posta in orizzontale al centro e tre mezzelune d’oro (due in alto e una in basso). Le iniziali, con paraffi in rosso e blu, presentano capilettera filigranati e un’iniziale miniata a fondo oro con colori rosa, blu e verde, accompagnata da festone laterale decorato. La legatura, databile al XIX secolo, è in pelle marrone, con impressioni a secco ai piatti e titolo in oro al dorso.
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Guglielmo Becchi, agostiniano fiorentino, è autore del «Commentum in libros Yconomicorum Aristotielis», datato 1467 (xx Julii), come attestato dal colophon: «Guililemi Becchij Generalis Augustinensiurum Comentum super libris Yconomicorum Aristotielis feliciter explicit Anno dni M° cccc°lxvij° xx Julii». Il manoscritto è un codice umanistico su pergamena, vergato da un’unica mano in corsiva umanistica. Si compone di 6 fascicoli di 8 carte ciascuno, con l’ultimo di sette carte e ulteriori 4 bianche finali, per un totale di 43 carte. Le dimensioni sono 198 × 143 mm.
L’apparato decorativo comprende alla prima carta una lettera P di impostazione elegante, con ornati in oro e colori, festoni laterali e rubriche in rosso. In basso è presente uno stemma nobiliare su fondo rosso: una fascia d’oro doppiomerlata posta in orizzontale al centro e tre mezzelune d’oro (due in alto e una in basso). Le iniziali, con paraffi in rosso e blu, presentano capilettera filigranati e un’iniziale miniata a fondo oro con colori rosa, blu e verde, accompagnata da festone laterale decorato. La legatura, databile al XIX secolo, è in pelle marrone, con impressioni a secco ai piatti e titolo in oro al dorso.
| Datazione | 1467 |
| NoteSpecialistiche | Guglielmo Becchi nacque a Firenze intorno al 1411 da Antonio di nobile famiglia. Ancora in giovane età entrò nel convento di S. Spirito della sua città e divenne religioso dell'Ordine degli eremitani di S. Agostino. Gli anni della permanenza a Firenze furono i più fecondi della sua attività di scrittore, di filosofo e di teologo. Faceva parte del circolo umanistico sorto intorno a Cosimo de' Medici, e dedicò nel 1436 a Piero figlio di Cosimo un opuscolo, il De Cometa, scritto in occasione dell'apparizione in quell'anno di una cometa. Notevole è l'attività del Becchi nell'esporre e commentare la filosofia di Aristotele. La Biblioteca Laurenziana di Firenze e l'Angelica di Roma conservano alcuni suoi manoscritti, frutto dello studio e dell'insegnamento di questi anni fiorentini, anche se parte di essi è datata in epoca posteriore: il Commentarium super decem libros Ethicorum Aristotelis scritto nel 1455, quello In libros Oeconomicorum Aristotelis del 1467 e quello Super libros octo Polyticorum Aristotelis del 1476, come pure le Quaestiones super tres libros Aristotelis de anima, la Philosophia moralis tripartita e l'Expositio Isagoges Porphyrii et categoriarum Aristotelis. Citato da Vespasiano da Bisticci nelle sue Vite di uomini illustri del sec. XV, morì a Firenze in anno imprecisabile, tra il 1481 ed il 1495-'96. (Treccani, sub vocis). |