



Quinto Curzio Rufo. Historiae Alexandri Magni regis Macedonum. Edizione a stampa datata 26 marzo 1481, con luogo di impressione Milano; indicazione tipografica “Antonius Zarotus” e dedicazione riferita a Johannes de Legnano. In 4° (formato in quarto), con indicazione di [126 cc.]. Il volume presenta spazi predisposti per iniziali e numerose note vergate da mano antica.
L’esemplare mostra una decorazione funzionale ai margini testuali con rubriche o campiture riservate per l’iniziale, oltre a una presenza diffusa di annotazioni. Si rilevano alcune piccole macchie e lievi difetti complessivi, con carta “q1” segnalata come staccata. La legatura coeva è in assi di cipresso e pelle, con caratteristiche coerenti all’uso dell’epoca.
Alla prima carta compare una nota di possesso in “Hieronimus Suardi”, con acquisizione del volume nel 1497. Sotto il colophon è presente una scritta attribuibile alla medesima mano (“Codex Hieronymi Suardi”); nella bianca successiva si registra la trascrizione di un epitaffio in versi latini. Segni materiali e interventi manoscritti risultano pertinenti a mani d’epoca, con firma/colophon e note di carattere collezionistico.
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Quinto Curzio Rufo. Historiae Alexandri Magni regis Macedonum. Edizione a stampa datata 26 marzo 1481, con luogo di impressione Milano; indicazione tipografica “Antonius Zarotus” e dedicazione riferita a Johannes de Legnano. In 4° (formato in quarto), con indicazione di [126 cc.]. Il volume presenta spazi predisposti per iniziali e numerose note vergate da mano antica.
L’esemplare mostra una decorazione funzionale ai margini testuali con rubriche o campiture riservate per l’iniziale, oltre a una presenza diffusa di annotazioni. Si rilevano alcune piccole macchie e lievi difetti complessivi, con carta “q1” segnalata come staccata. La legatura coeva è in assi di cipresso e pelle, con caratteristiche coerenti all’uso dell’epoca.
Alla prima carta compare una nota di possesso in “Hieronimus Suardi”, con acquisizione del volume nel 1497. Sotto il colophon è presente una scritta attribuibile alla medesima mano (“Codex Hieronymi Suardi”); nella bianca successiva si registra la trascrizione di un epitaffio in versi latini. Segni materiali e interventi manoscritti risultano pertinenti a mani d’epoca, con firma/colophon e note di carattere collezionistico.
| Datazione | 1481 |