
Bernardo Daddi, “Il carro di Cibele”. Incisione a bulino su carta vergellata con filigrana, databile circa 1540. Le dimensioni indicate sono mm 216 × 157 circa. L’opera risulta rifilata al margine inferiore.
L’incisione presenta un impianto riconducibile alla produzione di incisori attivi nel XVI secolo, con particolare attenzione all’esecuzione lineare propria della tecnica a bulino. La nota specialistica riferisce che l’attribuzione è riferita a Bernardo Daddi, artista attivo a Roma tra il 1530 e il 1550 circa, incisore e pittore legato alla cerchia di Marcantonio Raimondi. Nel tempo l’identità è stata oggetto di discussioni: alcune proposte hanno incluso riferimenti a un “Maestro del Dado”, artista anonimo identificato da un simbolo a forma di lettera B incisa su un dado, presente in varie opere.
Dal punto di vista tecnico, l’opera è realizzata su carta vergellata, con presenza di filigrana rilevata. Non sono riportate indicazioni specifiche su firma, timbri o segnature. La rifilatura al margine inferiore costituisce l’unico intervento materiale segnalato nella documentazione disponibile. La descrizione originale e le note di contesto attribuiscono comunque l’esecuzione all’ambito di Daddi, evidenziando al contempo l’incertezza storica legata alla corretta identificazione dell’autore.
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Bernardo Daddi, “Il carro di Cibele”. Incisione a bulino su carta vergellata con filigrana, databile circa 1540. Le dimensioni indicate sono mm 216 × 157 circa. L’opera risulta rifilata al margine inferiore.
L’incisione presenta un impianto riconducibile alla produzione di incisori attivi nel XVI secolo, con particolare attenzione all’esecuzione lineare propria della tecnica a bulino. La nota specialistica riferisce che l’attribuzione è riferita a Bernardo Daddi, artista attivo a Roma tra il 1530 e il 1550 circa, incisore e pittore legato alla cerchia di Marcantonio Raimondi. Nel tempo l’identità è stata oggetto di discussioni: alcune proposte hanno incluso riferimenti a un “Maestro del Dado”, artista anonimo identificato da un simbolo a forma di lettera B incisa su un dado, presente in varie opere.
Dal punto di vista tecnico, l’opera è realizzata su carta vergellata, con presenza di filigrana rilevata. Non sono riportate indicazioni specifiche su firma, timbri o segnature. La rifilatura al margine inferiore costituisce l’unico intervento materiale segnalato nella documentazione disponibile. La descrizione originale e le note di contesto attribuiscono comunque l’esecuzione all’ambito di Daddi, evidenziando al contempo l’incertezza storica legata alla corretta identificazione dell’autore.
| Datazione | 1540 |
| NoteSpecialistiche | Rara incisione di Bernardo Daddi (attivo nel XVI secolo, probabilmente nato intorno al 1512 e morto a Roma nel 1570), uno dei nomi proposti per identificare il cosiddetto “Maestro del Dado”, un artista anonimo riconoscibile dal simbolo di una lettera B incisa su un dado, presente in varie sue opere. Operante a Roma tra il 1530 e il 1550 circa, fu incisore e pittore legato alla cerchia di Marcantonio Raimondi. Nel tempo è stato erroneamente confuso con altri artisti, come Beatricetto o Bonasone. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che potesse appartenere alla famiglia del pittore Bernardo Daddi, mentre altri lo hanno identificato con Benedetto Verini, forse figlio – legittimo o meno – dello stesso Raimondi, basandosi sulle iniziali “BV” che compaiono in alcune incisioni. Tuttavia, la sua identità resta ancora incerta. |