


Il dipinto è attribuito a Domenico Fetti, un esponente del Seicento italiano, noto per la sua capacità di esprimere emozioni intensamente umane. Realizzato in olio su tela, l'opera misura 55x46,5 cm ed è datata al XVII secolo. L’immagine rappresenta l'apostolo Pietro, coinvolto in un momento di profonda meditazione dopo il rennegamento di Gesù.
La tecnica pittorica di Fetti, caratterizzata da una pennellata corposa e pastosa, viene messa in risalto da un contrasto luminoso che evoca l'influenza dei maestri Rubens e Caravaggio. Quest'opera si configura come un’icona di pentimento e speranza, evidenziando la misericordia divina nonostante le debolezze umane. Il soggetto del 'pentimento di San Pietro' è ricorrente nella pittura devozionale, invitando alla riflessione sull’importanza del sacramento della penitenza.
Lo stato di conservazione dell'opera è valutato come invenduto. Essa si colloca in un contesto di ricerca sull’arte devozionale, contribuendo a un’ampia tradizione di rappresentazioni emozionali del pentimento in numerevoli opere di artisti come Guido Reni e Giovanni Maria Morandi.
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