Imago Pietatis tra San Pietro, San Domenico, la Vergine dolente, San Giovanni evangelista, San Francesco e San Paolo. Predella d'altare
Il dipinto è stato ricondotto alla mano di Francesco di Antonio dal prof. Andrea De Marchi. Questa importante tavola di superba qualità, nata inequivocabilmente come predella di una pala d'altare, con le sette figure a mezzo busto di santi, della Vergine e del Cristo in Pietà scompartite da arcate polilobate, può essere ricondotta, come suggerito da Andrea De Marchi, al pittore anconetano Francesco di Antonio. Poche le notizie sia intorno alla sua biografia, sia intorno alla sua produzione artistica: si sa che fu attivo nel 1383 in Santa Maria a Vallo di Nera a fianco di Cola di Pietro da Camerino e che è l'autore di un polittico datato 1393 oggi al Museo Puskin di Mosca, a cui rimanda, per limitarsi a un solo esempio, il profilo del volto del San Giovanni evangelista, che trova piena corrispondenza in quello dell'arcangelo Gabriele posto su una cuspide del polittico. Come mostra la nostra predella, Francesco di Antonio combinò coevi esempi della pittura orvietana, che lo avvicinano al Maestro della Dormitio di Terni, con quelli di pittori di Fabriano, come Allegretto Nuzi e Francescuccio Ghissi.