




Documento storico-diplomatico di rilevante importanza redatto durante la Serenissima Repubblica di Venezia, datato tra il XVII e XVIII secolo. Il manoscritto, firmato dal Doge Silvestro Valier (Doge dal 1694 al 1700), è redatto su pergamena con elegante grafia, ed è caratterizzato da un'intestazione decorata da un capilettera e titolo in oro di grandi dimensioni: 'SILVESTER VALERIO DEI GRA DUX VENETIARUM ET C.'. Il testo si riferisce all'eredità del Marchese Filippo Rangoni, riconoscendo i privilegi e il feudo concessi alla nobile famiglia.
Di notevole rilevanza sono i sigilli in piombo, attestanti la provenienza del documento dal Doge Silvestro Valier, collegati al manoscritto con cordoni in seta e oro. Il primo sigillo raffigura il Doge in preghiera dinanzi a San Marco, mentre il secondo sigillo, appartenente al Doge Giovanni Cornaro, indica una conferma dell'atto avvenuta in epoca successiva (1709-1722). La magnifica legatura coeva in pelle rossa, con decorazioni in oro e una tipica specchiatura centrale ovale, attesta l'importanza del documento per le alte cariche dello Stato veneziano.
In ottimo stato di conservazione, la presenza integra dei sigilli, insieme ai cordoni originali, rende questo lotto di estrema rarità nel mercato antiquario, offrendo uno sguardo privilegiato sulla storia della Repubblica di Venezia e sulla nobiltà locale.
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Documento storico-diplomatico di rilevante importanza redatto durante la Serenissima Repubblica di Venezia, datato tra il XVII e XVIII secolo. Il manoscritto, firmato dal Doge Silvestro Valier (Doge dal 1694 al 1700), è redatto su pergamena con elegante grafia, ed è caratterizzato da un'intestazione decorata da un capilettera e titolo in oro di grandi dimensioni: 'SILVESTER VALERIO DEI GRA DUX VENETIARUM ET C.'. Il testo si riferisce all'eredità del Marchese Filippo Rangoni, riconoscendo i privilegi e il feudo concessi alla nobile famiglia.
Di notevole rilevanza sono i sigilli in piombo, attestanti la provenienza del documento dal Doge Silvestro Valier, collegati al manoscritto con cordoni in seta e oro. Il primo sigillo raffigura il Doge in preghiera dinanzi a San Marco, mentre il secondo sigillo, appartenente al Doge Giovanni Cornaro, indica una conferma dell'atto avvenuta in epoca successiva (1709-1722). La magnifica legatura coeva in pelle rossa, con decorazioni in oro e una tipica specchiatura centrale ovale, attesta l'importanza del documento per le alte cariche dello Stato veneziano.
In ottimo stato di conservazione, la presenza integra dei sigilli, insieme ai cordoni originali, rende questo lotto di estrema rarità nel mercato antiquario, offrendo uno sguardo privilegiato sulla storia della Repubblica di Venezia e sulla nobiltà locale.