| AltreInformazioni | Nel panorama europeo, Venezia detenne il primato nell’arte di coniugare lacca e madreperla, che, a partire dalla fine del XVII secolo, si impose nell'arredo come soluzione decorativa ricercata e di grande effetto. Verso il secondo quarto del XVIII secolo, nel pieno fervore del primo Rococò, la specchiera si emancipò dal suo ruolo funzionale per diventare un elemento d’arredo autonomo. Venezia guidò questa transizione attraverso decorazioni d'ispirazione orientale: motivi floreali e chinoiseries spiccano su fondi neutri, spesso scuri o, più raramente, di colore rosso, come nel caso della cornice oggi alla Gemäldegalerie di Berlino, alternati a rami e foglie, sortendo l'effetto di un’esuberanza ornamentale che, pur nella sua ricchezza, conserva sempre una raffinata compostezza. Nelle commissioni più prestigiose, questi motivi potevano essere impreziositi da intarsi in madreperla, una specializzazione in cui eccelleva Domenico Rossetti (Venezia 1650 - Verona 1736), architetto e intagliatore celebre proprio per i suoi "lavori alla cinese e madreperla". La specchiera qui presentata è una tipica quanto raffinata espressione di questa maestria. Alla ricchezza pittorica corrisponde una equivalente vivacità scultorea che si esprime ai lati esterni della cornice, dove vengono applicati inserti in legno scolpito e dorato, e soprattutto in corrispondenza dei quattro angoli, arricchiti simmetricamente da cartouches di forma ogivale intarsiate in madreperla e decorate con i medesimi motivi pittorici che si riscontrano anche sulla fascia. L'impianto formale della nostra specchiera è avvicinabile a quello della coppia di specchiere presentate in asta nel 2016 (Capolavori da Collezioni Italiane, Pandolfini, Firenze, 9 novembre 2016, lotto 15) (fig. 1), mentre è del tutto simile al modello più semplice oggi presso il Museo Civico di Storia e Arte di Trieste, che Alberici colloca entro il XVII secolo (fig. 2). Tutti questi esemplari condividono un fondo scuro su cui risaltano ramage floreali lumeggiati in oro, profili dorati e raffinati inserti in madreperla a motivo naturalistico. La nostra specchiera si distingue per il profondo equilibrio compositivo: elementi scultorei e pittorici si combinano dando vita a un insieme armonioso. Bibliografia di confronto C. Alberici, Il mobile veneto, Milano 1980, pag. 159, tav. 218; C. Santini, Mille mobili veneti. L’arredo domestico in Veneto dal sec. XV al sec. XIX, III, Modena 2002, pp. 246-247; F. Sabatelli, La cornice Italiana, Milano 2009; Catalogo asta Pandolfini, Capolavori da Collezioni Italiane, Firenze, 9 novembre 2016, lotto 15. |
| Dimensioni | cm 110X138 |