| AltreInformazioni | Disegno di forte valenza espressiva questo Isacco benedice Giacobbe documenta in modo esemplare la grande qualità dei disegni di Gaetano Gandolfi. Rispetto ai disegni di impronta più tardo-barocca, come Il carro di Minerva, Faenza, Pinacoteca Civica, in cui l’uso del carbone sfumato per realizzare gli effetti di luce è così mosso da scuotere quasi lo spazio, qui la luce si ricompone ancora in una visione classica, confermando non solo l’influsso tiepolesco ma anche quella linea del “classicismo” bolognese sempre viva nel Gandolfi. Bibliografia di riferimento: Il disegno italiano. Le collezioni pubbliche italiane, a cura di Anna Maria Petrioli Tofani, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Gianni Carlo Sciolla, parte prima, Istituto Bancario San Paolo di Torino, Pizzi, Milano, 1993, pp. 248-249, n. 306 (per Il carro di Minerva). |
| Bibliografia | Lidia Bianchi, I Gandolfi, Angelo Signorelli Editore, Roma, 1936, p. 173, n. 86, cit.; Prisco Bagni, I Gandolfi, affreschi dipinti bozzetti disegni, Nuova Alfa Editoriale, Bologna, 1992, p. 357, n. 336. |
| Dimensioni | cm 41x31,5 |
| Tecnica | Carboncino su carta |