| Bibliografia | Opera di valutazione delle spade giapponesi katana pubblicato come revisione a un testo precedente (il Kaihokenjaku) di era Kansei (tardo XVIII secolo). Dopo una sommaria introduzione generale si elencano i maestri spadai, cui segue una lunga lista di iscrizioni “mei”, ossia di marchi apposti sulla spada dal forgiatore e recanti il nome di quest’ultimo o l’anno di forgia. I “mei” costituiscono una base fondamentale per la valutazione delle spade giapponesi katana, rivestendo grande rilievo anche per verificare il periodo di attività del forgiatore in quanto elemento di cronologia relativa. Negli ultimi tre volumi dell’opera, infine, compaiono numerose illustrazioni dette “oshigata”, ottenute dall’impressione del “nakago” (il codolo della spada) sulla sottile carta “washi” come “prova di realizzazione” o “firma” della katana. Il Koko Kaji Biko valuta la qualità delle katana assegnando la valutazione di “capolavoro supremo” a 15 spade e di “grande capolavoro” a 22, mentre 54 katana sono definite “capolavori eccellenti” e 91 meramente “capolavori”, oltre a pezzi meno rimarchevoli, per un totale di 246 katana recensite. |
| Frontespizio | AD 1830 (tarda era Edo). |
| Intestazione | Valutare la forgia delle spade katana: il Kokon Kaji Biko |
| Luoghi | Giappone| |
| LuoghiEd | Giappone |
| NumeroBeni | 7 |