
Attribuito a L. Appuleius Saturninus, Denario coniato a Roma nel 104 a.C. L’esemplare presenta un’attestazione in AR con peso di 3,85 g e diametro di 19,5 mm; orientamento del rilievo (asse) 10 h. Al diritto figura una testa di Roma con elmo rivolta a sinistra. Al rovescio è rappresentata Saturn in quadriga verso destra, mentre trattiene le redini e una harp(a). Al di sotto dei cavalli compare il segno di controllo “K·”. Nell’esergo è riportata la legenda “L·SATVRN”.
La tipologia segue confronti bibliografici indicati per la classificazione: Crawford 317/3b, Babelon (Appuleia) 1 e Sydenham 578a. Il metallo risulta caratterizzato da una lieve patina; si osservano depositi di colore verde sul rovescio. La resa iconografica è coerente con la consueta impostazione dei denari repubblicani, con figure in rilievo e dettagli legati alle componenti della scena e alle lettere dell’iscrizione. La conservazione è indicata come molto buona, con esemplare descritto come “extremely fine”, con condizioni generali favorevoli e limitate tracce di ossidazione localizzata.
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Attribuito a L. Appuleius Saturninus, Denario coniato a Roma nel 104 a.C. L’esemplare presenta un’attestazione in AR con peso di 3,85 g e diametro di 19,5 mm; orientamento del rilievo (asse) 10 h. Al diritto figura una testa di Roma con elmo rivolta a sinistra. Al rovescio è rappresentata Saturn in quadriga verso destra, mentre trattiene le redini e una harp(a). Al di sotto dei cavalli compare il segno di controllo “K·”. Nell’esergo è riportata la legenda “L·SATVRN”.
La tipologia segue confronti bibliografici indicati per la classificazione: Crawford 317/3b, Babelon (Appuleia) 1 e Sydenham 578a. Il metallo risulta caratterizzato da una lieve patina; si osservano depositi di colore verde sul rovescio. La resa iconografica è coerente con la consueta impostazione dei denari repubblicani, con figure in rilievo e dettagli legati alle componenti della scena e alle lettere dell’iscrizione. La conservazione è indicata come molto buona, con esemplare descritto come “extremely fine”, con condizioni generali favorevoli e limitate tracce di ossidazione localizzata.