

| Datazione | 1826 |
| NoteSpecialistiche | La preziosità bibliografica di questa stampa della Commedia si deve proprio alla sua particolare bellezza formale, ottenuta grazie a scelte tipografiche eleganti e raffinate. Le pagine, in formato importante (in-4° grande, di 33 cm) e in carta velina bianchissima, accolgono l’opera di Dante in una mise en page di rara nitidezza: al margine destro figurano le brevi note redatte da Paolo Costa; al margine sinistro sono indicati i nomi dei luoghi e la condizione delle genti; a precedere ogni canto, sono apposti una tavola in rame che illustra un contenuto specifico o un personaggio del canto stesso e l’argomento composto in terza rima da Gaspare Gozzi, con funzione riassuntiva. Infine, i gruppi testuali di ciascuna pagina sono stampati in caratteri differenti per tipo e grandezza, in ragione della loro funzione, e tale accorgimento rende tanto più dinamica la pagina e agevole la scelta del lettore. Questa edizione bolognese è nota con l’appellativo di ‘Macchiavelliana’ poiché fu curata dall’abate Filippo Macchiavelli con lo scopo di far conoscere gli intagli su rame dello zio Giovanni Giacomo Macchiavelli (Bologna, 1766 – Roma, 1811). Ugo Foscolo espresse apprezzamento per il corredo iconografico della ‘Macchiavelliana’. Nella sua edizione londinese della Commedia (Rolandi, 1843), precisamente nelle Notizie e pareri diversi intorno a forse duecento codici, e alla serie delle edizioni della Commedia di Dante, paragonando queste tavole a quelle dell’edizione di Firenze, stampata all’insegna dell’Ancora nel 1819 (pure in-folio e in carta velina), delle prime scrisse che «hanno più vita, e più maestria d’arte che non quei piazzosi che adornano l’edizione fiorentina». |