


Pubblicata a Milano nel 1898 da Hoepli, questa edizione della divina Commedia di Dante Alighieri, curata da Corrado Ricci, si distingue per la copiosa iconografia che offre un'illustrazione storico-topografica eccezionale dell'opera. Con un formato in 2° (307 x 215 mm), il volume presenta 30 eliotipie a piena pagina e 400 zincotipie nel testo, inserite in una splendida legatura in piena pergamena rigida, caratterizzata da impressioni dorate ai piatti e al dorso.Il frontespizio figurato riporta il titolo in caratteri rossi e neri ed è stampato su carta patinata. Si segnalano lievi fioriture, che non compromettono la presentazione generale dell'opera. Questa edizione è particolarmente apprezzata per le sue immagini fotografiche dei luoghi descritti da Dante, mantenendo una fedeltà storica ai riferimenti spaziali e temporali citati dal poeta.
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Pubblicata a Milano nel 1898 da Hoepli, questa edizione della divina Commedia di Dante Alighieri, curata da Corrado Ricci, si distingue per la copiosa iconografia che offre un'illustrazione storico-topografica eccezionale dell'opera. Con un formato in 2° (307 x 215 mm), il volume presenta 30 eliotipie a piena pagina e 400 zincotipie nel testo, inserite in una splendida legatura in piena pergamena rigida, caratterizzata da impressioni dorate ai piatti e al dorso.Il frontespizio figurato riporta il titolo in caratteri rossi e neri ed è stampato su carta patinata. Si segnalano lievi fioriture, che non compromettono la presentazione generale dell'opera. Questa edizione è particolarmente apprezzata per le sue immagini fotografiche dei luoghi descritti da Dante, mantenendo una fedeltà storica ai riferimenti spaziali e temporali citati dal poeta.
| Datazione | 1898 |
| NoteSpecialistiche | Prestigiosa edizione curata da Corrado Ricci, notevolissima soprattutto per la copiosa iconografia, costituente un'eccezionale illustrazione storico-topografica della Commedia con immagini fotografiche "dal vero" per quei luoghi che "oggi sono su per giù quali erano al tempo di Dante", e con riproduzioni di opere d'arte del Duecento e del Trecento, per "personaggi e oggetti che il poeta ricorda". Mambelli, n.485 |