| AltreInformazioni | Formatosi nella cultura del Manierismo ferrarese-parmense, lo Scarsellino fu poi influenzato dal forte colorismo della pittura veneta avvenuto durante il suo soggiorno a Venezia accanto al Veronese. Successivamente fu influenzato dai Carracci e dal loro "naturalismo classicista". Nell'ultima fase della sua pittura si avvertono degli elementi seicenteschi, tipici della cultura della Controriforma. La Strage degli Innocenti del pittore è conosciuta in due versioni: la prima quella della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Rom, di cui esiste una replica al Musée des Beaux-Arts di Nîmes, e la seconda quella della Galleria Borghese di Roma (M.A. Novelli, Lo Scarsellino, Cassa di Risparmio di Ferrara, Ferrara, 1964, figg. 41a, 41b). Le due composizioni sono completamente diverse e la seconda appare più convulsa, con un forte intreccio di corpi, e quindi meno "classicista" della prima. Relativamente al nostro dipinto su rame, replica della seconda versione, Maria Angela Novelli nella monografia sull'artista del 2008 scrive: "È opera di straordinaria qualità [...] Lo schema è il medesimo del dipinto della Borghese, di cui probabilmente ne è il prototipo. L'esemplare in questione risulta infatti ancora più rifinito nell'esecuzione dei particolari e nella stesura dell'architettura sullo sfondo [...] L'opera è databile ai primi del Seicento". |
| Bibliografia | Arte emiliana dalle raccolte storiche al nuovo collezionismo, a cura di Graziano Manni, Emilio Negro, Massimo Pirondini, saggio introduttivo di Federico Zeri, Banca Popolare dell'Emilia, Artioli, Modena, 1989, p. 59, n. 36 (scheda a cura di Emilio Negro); Maria Angela Novelli, Scarsellino, Fondazione Carife Cassa di Risparmio, Skira Editore, Milano, 2008, p. 322, n. 212. |
| Dimensioni | cm 37,1x49,7 |
| Tecnica | Olio su rame |