La traversata del Mar Rosso
La Traversata del Mar Rosso è un tema biblico che nel corso della storia dell’arte è stato più volte rappresentato da importanti pittori. In Italia, ad esempio, lo troviamo nella Loggia di Raffaello, nel registro mediano del ciclo di affreschi della Sistina, così come nella Cappella di Eleonora affrescata dal Bronzino all’interno di Palazzo Vecchio. Oltralpe invece, in particolare ad Anversa, fu più volte affrontato dalla rinomata dinastia di pittori Francken. Questa famiglia di pittori fiamminghi fu operosa per oltre un secolo, lavorando alacremente tra la metà del XVI sec. e la fine del successivo, contando tra le sue fila pittori come Frans Francken I, Frans Francken II e Hieronymus II, così come Ambrosius e Thomas Francken, o, per l’ultima generazione, i fratelli Hieronymus Francken III e Frans Francken III. Proprio a quest’ultimo andrebbe attribuito il nostro dipinto; se infatti lo schema iconografico fu già più volte adoperato dalla generazione precedente, lo stile ben più netto e calligrafico ne orientano l’autografia proprio verso quest’ultimo esponente della, a quest’altezza cronologica (metà del XVII sec.), quasi secolare bottega. Che poi lo schema compositivo sia stato più volte rielaborato o ripetuto non sorprende, il successo riscosso dalla composizione, infatti, fu probabilmente dovuto alla sua evidente natura barocca: la folla di ebrei appena scampata al pericolo qui rappresentata altri non è che un virtuosistico pretesto pittorico per raffigurare la moltitudine di costumi, pose ed espressioni che affollano il dipinto, unendo alla narrazione dell’episodio il gusto per un ricco piacere ornamentale (a tal proposito si veda la collezione di conchiglie raffigurate in Gli Israeliti dopo aver attraversato il Mar Rosso attribuito a Hieronymus Francken III). L’esercito del Faraone, invece, così relegato sullo sfondo, inerme e prossimo ad essere completamente inghiottito dai colossali flutti del Mar Rosso, fornisce un elemento di contrapposizione alla rinnovata vita del Popolo Eletto; ciò, va da sé, non è casuale: la Traversata è soprattutto un inno alla Liberazione e alla Salvezza Divina, inno che, qui, viene perfettamente espresso in una composizione capace di bilanciare piacere ottico e messaggio dottrinale.