

L'opera "L'Ange Conducteur dans la Dévotion Chrétienne", redatta dal gesuita Jacques Coret (1631-1721), si presenta come un esemplare significativo della letteratura devozionale cattolica. Pubblicata a Lione nel 1825 da F. Savy, questa nuova edizione è arricchita con indulgenze concesse da Pio VI.
Con una notevole fortuna editoriale, che ha portato a centinaia di riedizioni tra il XVII e il XIX secolo, l'opera funge da manuale di pietà per i fedeli, con particolare riferimento agli associati della Confraternita dell'Angelo Custode. Il volume è decorato con un'antiporta incisa, rappresentante l'Angelo Custode che guida un fanciullo.
Il testo include esercizi spirituali, litanie e istruzioni sulle indulgenze, tipiche dell'editoria religiosa popolare francese. Presenta segni d'uso coerenti con un manuale portatile, con coperta in carta rustica che mostra abrasioni e mancanze, mentre gli interni, sebbene fioriti, mantengono una buona leggibilità.
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L'opera "L'Ange Conducteur dans la Dévotion Chrétienne", redatta dal gesuita Jacques Coret (1631-1721), si presenta come un esemplare significativo della letteratura devozionale cattolica. Pubblicata a Lione nel 1825 da F. Savy, questa nuova edizione è arricchita con indulgenze concesse da Pio VI.
Con una notevole fortuna editoriale, che ha portato a centinaia di riedizioni tra il XVII e il XIX secolo, l'opera funge da manuale di pietà per i fedeli, con particolare riferimento agli associati della Confraternita dell'Angelo Custode. Il volume è decorato con un'antiporta incisa, rappresentante l'Angelo Custode che guida un fanciullo.
Il testo include esercizi spirituali, litanie e istruzioni sulle indulgenze, tipiche dell'editoria religiosa popolare francese. Presenta segni d'uso coerenti con un manuale portatile, con coperta in carta rustica che mostra abrasioni e mancanze, mentre gli interni, sebbene fioriti, mantengono una buona leggibilità.