

Edizione del 1756, pubblicata a La Haye da Pierre Gosse. Rilegatura in formato 2°, presenta un frontespizio in rosso e nero sormontato da un grande stemma nobiliare. Il volume include 41 testatine e finali, accompagnato da 40 tavole fuori testo, molte delle quali ripiegate. É caratterizzato da fioriture marginali e una legatura coeva in vitello spugnato, con dorso a sei nervi e tagli rossi. L'esemplare si presenta in condizione fresca, pur mostrando alcune spellature.
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Edizione del 1756, pubblicata a La Haye da Pierre Gosse. Rilegatura in formato 2°, presenta un frontespizio in rosso e nero sormontato da un grande stemma nobiliare. Il volume include 41 testatine e finali, accompagnato da 40 tavole fuori testo, molte delle quali ripiegate. É caratterizzato da fioriture marginali e una legatura coeva in vitello spugnato, con dorso a sei nervi e tagli rossi. L'esemplare si presenta in condizione fresca, pur mostrando alcune spellature.
| Datazione | 1756 |
| NoteSpecialistiche | Dopo la sua sfortunata avventura in Curlandia, Maurice de Saxe (1696-1750), figlio naturale del re di Polonia, si dedicò dal dicembre 1732 alla stesura delle sue Rêveries. L'autore era un filosofo, ma soprattutto uno psicologo per il quale "la conoscenza del cuore umano è il principio dell'arte militare" (Léonard, L'Armée et ses problèmes au XVIIIe siècle, p. 123). Nella prima parte, il maresciallo de Saxe, braccio armato del regno di Luigi XV, passa in rassegna tutti i "dettagli" e gli aspetti necessari per padroneggiare la scienza militare, dal reclutamento alla disciplina, dalle uniformi al cibo, in uno stile chiaro e comprensibile. L'opera si conclude con "le qualità che deve avere un generale dell'esercito" e con alcune curiose riflessioni sulla propagazione della specie umana, volte a controbilanciare l'arte di distruggere le popolazioni. |