
L'opera 'L'elefante ha paura del topo' di Liliana Travaglini è un intervento artistico che utilizza una varietà di materiali per la creazione di un specchio rotondo. Tra i materiali impiegati si annoverano specchi rotti, dischi vuoti, vari tipi di colle, argilla refrattaria (parecchio evidentemente ispirato alla porcellana nel progetto originale), smalti di diverse tonalità, cera vergine e pastelli a olio. La datazione dell'opera non è specificata, ma il suo approccio contemporaneo è chiaro.
Esteticamente, l'opera combina elementi di fragilità e robustezza, trasformando materiali ordinari in un formato artistico evocativo. La fusione di specchi rotti con argilla e colori vivaci crea un effetto visivo d'impatto, invitando l'osservatore a riflessioni sul rapporto tra paura e percezione, che si riflettono nel titolo.
Lo stato di conservazione è non attivo, il che suggerisce che l'opera potrebbe necessitare di interventi o restauro. È altresì importante notare che l'opera è documentata nella bibliografia a cura di Sandro Pezzoli e Andrea Zepponi, con pubblicazione prevista nelle Edizioni My Monkey nel 2025. La presenza di firma, timbri o provenienza non è specificata.
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L'opera 'L'elefante ha paura del topo' di Liliana Travaglini è un intervento artistico che utilizza una varietà di materiali per la creazione di un specchio rotondo. Tra i materiali impiegati si annoverano specchi rotti, dischi vuoti, vari tipi di colle, argilla refrattaria (parecchio evidentemente ispirato alla porcellana nel progetto originale), smalti di diverse tonalità, cera vergine e pastelli a olio. La datazione dell'opera non è specificata, ma il suo approccio contemporaneo è chiaro.
Esteticamente, l'opera combina elementi di fragilità e robustezza, trasformando materiali ordinari in un formato artistico evocativo. La fusione di specchi rotti con argilla e colori vivaci crea un effetto visivo d'impatto, invitando l'osservatore a riflessioni sul rapporto tra paura e percezione, che si riflettono nel titolo.
Lo stato di conservazione è non attivo, il che suggerisce che l'opera potrebbe necessitare di interventi o restauro. È altresì importante notare che l'opera è documentata nella bibliografia a cura di Sandro Pezzoli e Andrea Zepponi, con pubblicazione prevista nelle Edizioni My Monkey nel 2025. La presenza di firma, timbri o provenienza non è specificata.
| Bibliografia | Sandro Pezzoli e Andrea Zepponi (a cura di), Versaglia progetto vetraspecchio, Edizioni My Monkey, 2025, pp. 130, 131 |
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