
Prospero Balbo (1762–1837), Lettere autografe (con due biglietti) indirizzate a Modeste Paroletti, datate 9 marzo 1813 e 5 gennaio 1814. Il lotto comprende un insieme di tre lettere e due biglietti, con contenuto relativo a un fondo a favore dell’Academie, menzionato come promosso da parte dell’«Université Imperiale». Le comunicazioni presentano testo manoscritto su carta intestata, con indicazione di luogo e data. La datazione è da riferirsi al periodo torinese, come attestato dalle formulazioni «Torino» nelle epigrafi cronologiche delle missive.
Dal punto di vista formale, i documenti evidenziano impianto epistolare di area piemontese tra età napoleonica e Restaurazione, con riferimenti istituzionali e amministrativi connessi al sostegno di un ente culturale. Le missive risultano orientate a una finalità specifica, incentrata sulla costituzione/indirizzo di risorse per l’Academie. La presenza di due biglietti, oltre alle tre lettere, qualifica ulteriormente il gruppo documentario come corrispondenza articolata, funzionale allo sviluppo delle pratiche oggetto della comunicazione.
Sul lotto sono riportate informazioni di intestazione e datazione; non sono indicati ulteriori elementi tecnici specifici quali firme, sigilli o timbri. La descrizione disponibile attesta comunque l’autografia e la provenienza documentaria legata a Balbo e al destinatario Modeste Paroletti.
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Prospero Balbo (1762–1837), Lettere autografe (con due biglietti) indirizzate a Modeste Paroletti, datate 9 marzo 1813 e 5 gennaio 1814. Il lotto comprende un insieme di tre lettere e due biglietti, con contenuto relativo a un fondo a favore dell’Academie, menzionato come promosso da parte dell’«Université Imperiale». Le comunicazioni presentano testo manoscritto su carta intestata, con indicazione di luogo e data. La datazione è da riferirsi al periodo torinese, come attestato dalle formulazioni «Torino» nelle epigrafi cronologiche delle missive.
Dal punto di vista formale, i documenti evidenziano impianto epistolare di area piemontese tra età napoleonica e Restaurazione, con riferimenti istituzionali e amministrativi connessi al sostegno di un ente culturale. Le missive risultano orientate a una finalità specifica, incentrata sulla costituzione/indirizzo di risorse per l’Academie. La presenza di due biglietti, oltre alle tre lettere, qualifica ulteriormente il gruppo documentario come corrispondenza articolata, funzionale allo sviluppo delle pratiche oggetto della comunicazione.
Sul lotto sono riportate informazioni di intestazione e datazione; non sono indicati ulteriori elementi tecnici specifici quali firme, sigilli o timbri. La descrizione disponibile attesta comunque l’autografia e la provenienza documentaria legata a Balbo e al destinatario Modeste Paroletti.
| Datazione | 1813 |
| NoteSpecialistiche | Prospero Balbo (1762–1837) fu una delle figure più importanti del Piemonte tra Illuminismo, età napoleonica e Restaurazione. Nato a Chieri e legato profondamente a Torino, fu contemporaneamente uomo di governo, studioso, economista e promotore della cultura. Balbo apparteneva a quella generazione di aristocratici illuminati che cercavano di modernizzare lo Stato senza mettere in discussione la monarchia. La sua caratteristica principale fu la capacità di mediare tra le forze conservatrici e quelle innovatrici, in un periodo segnato dalla Rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche. Nel 1789 divenne sindaco di Torino, distinguendosi per il riordino delle finanze cittadine. Successivamente fu ambasciatore del Regno di Sardegna a Parigi presso il governo rivoluzionario francese, una missione estremamente delicata in anni di grandi tensioni politiche. Durante il periodo napoleonico accettò l'incarico di rettore dell'Università di Torino e contribuì alla riorganizzazione dell'istruzione pubblica. Fu inoltre uno dei protagonisti della vita scientifica piemontese, tra i fondatori e poi presidente perpetuo della Accademia delle Scienze di Torino. Dopo la Restaurazione tornò al governo come ministro dell'Interno. Pur fedele alla monarchia sabauda, sosteneva alcune riforme costituzionali prudenti. Nel 1821 presentò un progetto di costituzione giudicato troppo avanzato da re Carlo Felice; ciò segnò la fine della sua carriera politica attiva. |